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Descrizione



Finalista Premio Campiello 2015

Finalista Premio Corrado Alvaro-Libero Bigiaretti 2016.

Alento è un borgo abbandonato che sembra rincorrere l'oblio, e che non vede l'ora di scomparire. Il paesaggio d'intorno frana ma, soprattutto, franano le anime dei fantasmi che Estella, la protagonista di questo intenso e struggente romanzo, cerca di tenere in vita con disperato accudimento. Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera. Capricci, ferocie, crudeltà, memorie e colpe di un paese condannato a ritornare alla terra. Come tra le quinte di un teatro ecco aggirarsi un anarchico, un venditore di vasi da notte, una donna che non vuole sposarsi, un banditore cieco, una figlia che immagina favole, un padre abile nel distruggerle. Con Carmen Pellegrino l'abbandonologia diviene scienza poetica. E questo modo particolare di guardare le rovine, di cui molto si è parlato sui giornali e su internet, ha finalmente il suo romanzo.
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Dettagli

2015
18 febbraio 2015
224 p., Brossura
9788809792548

Valutazioni e recensioni

Recensioni: 5/5

"Cade la terra" è un trattato di abbandonologia (termine coniato dall'autrice per definire il suo interesse per i paesi abbandonati) in forma narrativa. La storia, onirica e apparentemente nebulosa, è un pretesto per riflettere sull'importanza delle radici, delle origini e sul dramma di chi le perde, a volte per sempre, come avviene agli abitanti del paese immaginario descritto nel romanzo (ispirato comunque a un paese della Campania) che deve cedere ogni giorno un pezzetto di terreno all'inesorabile frana che alla fine lo fagocita.

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Recensioni: 4/5

Un romanzo corale, di storie di gente grande e piccola, di sofferenze umane, colte e raccontate dalle case abbandonate, dagli oggetti lasciati dietro di sé, in un paese del sud abbandonato e in disfacimento geologico e metaforico. L'attenzione dell'autrice a ciò che resta di tanti esseri umani è anche linguisticamente evidente, nel recupero di parole scomparse e nel fraseggio attento ai dettagli. Peccato che tanta concentrazione sul passato vada a scapito del futuro e, di conseguenza, della speranza, futuro e speranza che la protagonista nega a se stessa e agli altri, a suo dire per paura, ma in realtà per ragioni ben più serie e profonde.

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paola loredana rinaldi
Recensioni: 5/5

l titolo è già tutto un programma: è un verso di Autunno, una poesia di Rilke, che fa così: Ed ogni notte pesante la terra cade dagli astri nella solitudine. E si capisce bene fin da subito che siamo in un mondo sottosopra, in cui a cadere non sono le stelle, bensì la Terra, che sprofonda nella solitudine. Il romanzo nasce dalla curiosissima professione dell’autrice, che fa l’abbandonologa (neologismo creato ad hoc, ecco la definizione della Treccani: “Chi perlustra il territorio alla ricerca di borghi abbandonati, edifici pubblici e privati in rovina, strutture e attività dismesse di cui documentare l’esistenza e studiare la storia”) e trasporta le impressioni, le suggestioni nate dall’ambito lavorativo sulla pagina bianca con ottimi risultati. Pellegrino immagina il progressivo ritorno di chi ha abbandonato quei luoghi ora vuoti, lasciando un’azione a metà, una finestra socchiusa, un ciocco di legno accanto al camino, il giornale sulla sedia. La terra e l’acqua e le intere potenze metereologiche si abbattono sul borgo inventato di Alento che inizia a sciogliersi, portandosi via, nei suoi rivoli, anche gli abitanti. E allora Estella, la protagonista, deve sbrigarsi, per preservare le voci, le storie di Alento: un anarchico, un venditore di vasi da notte, una donna che non vuole sposarsi, un banditore cieco, una figlia che immagina favole, un padre abile nel distruggerle. Uno stile che è come il romanzo: poetico ed evocativo, affascinante e misterioso; e una lingua che è complice della nostalgia, ma si ferma come una lente di ingrandimento sui tanti dettagli che racchiudono i segreti di interi universi. Un’altra dimensione tutta da esplorare!

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Recensioni

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Recensioni: 5/5
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Carmen Pellegrino

1977

Carmen Pellegrino ha scritto saggi di storia e racconti. Da anni raccoglie suggestioni sui luoghi abbandonati. Il suo romanzo d'esordio, Cade la terra (Giunti 2015), ha vinto il Premio Rapallo Carige opera prima e il Premio Selezione Campiello. Tra le sue altre pubblicazioni si ricordano: Se mi tornassi questa sera accanto (Giunti 2017) e La felicità degli altri (La Nave di Teseo 2021).

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