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La dannazione. 1921. La sinistra divisa all'alba del fascismo
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La dannazione. 1921. La sinistra divisa all'alba del fascismo - Ezio Mauro - copertina
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La dannazione. 1921. La sinistra divisa all'alba del fascismo Ezio Mauro
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Descrizione

I protagonisti straordinari della più lacerante scissione della sinistra italiana rivivono nella cronaca di un evento epocale, animato da ideali altissimi di riscatto sociale, ma cieco nei confronti dell'avanzata della minaccia fascista.

«Ezio Mauro racconta lo strappo di Livorno che un secolo fa portò alla nascita del Partito comunista italiano. Un atto epocale, ma anche una trappola destinata a ripetersi» - la Repubblica

«Con la maestria narrativa del grande giornalista che va nei posti e rianima attraverso i dettagli la materia inerte dei fatti storici, Mauro ci fa vedere i protagonisti nel loro tormento politico e umano» - Robinson

«Nelle splendide pagine di Ezio Mauro, la cronaca in diretta di una generosa e perdente lotta contro l'illusione dei soviet» - Sergio Staino, TuttoLibri

Sulla volta del Teatro Goldoni domina Marx. Sopra il suo ritratto, lo striscione: «Proletari di tutto il mondo unitevi». Il XVII Congresso del Partito socialista italiano si tenne a Livorno, perché a Firenze la tensione era altissima. La città era già nelle mani dei fascisti. È il 15 gennaio 1921. Si discutono i ventuno punti di Lenin con i quali l'Internazionale comunista detta le regole a ogni partito che ne voglia fare parte. Il dibattito va avanti per una settimana. Nella storia turbolenta dello scontro all'interno del movimento operaio internazionale è arrivato il punto di non ritorno: è vietato qualsiasi compromesso tra rivoluzionari e riformisti. Mosca non tollera più i riformisti. Sembra passato molto tempo dalla presa del Palazzo d'Inverno. In effetti sono trascorsi solo tre anni e poco più, ma questa è un'epoca nuova: il secolo breve è cominciato e avanza molto velocemente. La Rivoluzione c'è stata, la guerra è finita, lo spettro del comunismo ora è uno Stato, ma un nuovo mostro diventa sempre più minaccioso. Mancano meno di settecento giorni alla Marcia su Roma. Costantino Lazzari e Giacinto Menotti Serrati, che nel 1914 aveva preso il posto di Mussolini alla direzione dell'«Avanti!», aderiscono al diktat del Komintern. Dalla scissione di Livorno, il 21 gennaio 1921, nasce il Partito comunista d'Italia, guidato da Bombacci, Bordiga, Damen, Fortichiari, Gramsci e Terracini. Eppure non si riesce a vedere con chiarezza cosa sta per succedere in Italia. Gramsci scriverà: «Quando il fascismo sorse e si sviluppò in Italia come bisognava considerarlo? Era esso soltanto un organo di combattimento della borghesia, oppure era anche un movimento sociale? L'estrema sinistra, che allora dirigeva il partito, non lo considerò che sotto il primo aspetto, e questo errore ebbe come conseguenza che non si riuscì ad arginare l'avanzata del fascismo come forse sarebbe stato possibile fare». In una cronaca politica animata dalle voci di protagonisti epici, Ezio Mauro ricostruisce un capitolo fondamentale della storia italiana, che raccoglie in sé straordinariamente la sintesi dell'ideale altissimo e della cecità tragica di fronte alla minaccia imminente del fascismo.

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Dettagli

2020
19 novembre 2020
192 p., Brossura
9788807070518

Conosci l'autore

Ezio Mauro

1948, Dronero

Ezio Mauro entra nel mondo della carta stampata nel 1972 collaborando con la “Gazzetta del Popolo” di Torino, occupandosi soprattutto del terrorismo nero degli anni di piombo. Nel 1981 passa a “La Stampa”, dal 1988 lavora per “la Repubblica”. Nel 1990 torna a “La Stampa” assumendo l'incarico prima di condirettore, poi di direttore. Nel 1996 diventa direttore de “la Repubblica”, svolgendo questo ruolo fino al 2016. Ha collaborato con Zygmunt Bauman nella scrittura di La felicità della democrazia. Un dialogo (Laterza 2011) e Babel (Laterza 2015). È autore, tra gli altri, anche di L'anno del ferro e del fuoco. Cronache di una rivoluzione (Feltrinelli 2017), L'uomo bianco (Feltrinelli 2018), Anime prigioniere...

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