Dignità - Lea Ypi - copertina
Dignità - Lea Ypi - 2
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Letteratura: Albania
Dignità
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Descrizione

C’è qualcosa nello spirito umano, diceva mia nonna, che resiste a ogni tentativo di oltraggio, ingiuria o umiliazione.
Quel qualcosa si chiama dignità.

«Per me Tirana divenne la capitale del rimorso e, forse per lenire il senso di colpa, me la presi con Tirana stessa.»

«Tra Kafka e Bulgakov, uno dei libri più commoventi dell’anno.» - The Spectator

«Una lettura avvincente, con un’eco di Elena Ferrante nel modo di raccontare l’adolescenza, il matrimonio, l’amicizia e il dibattito intellettuale tra famiglia, lotta di classe e politica.» - The New York Times

«Un libro che è un avvertimento: senza la capacità di ricordare e immaginare, per gli esseri umani il mondo resterà senza una landa inospitale, mai più casa.» - Rivista Studio


Una foto in bianco e nero, postata per caso su un social network, riapre una ferita e dà l'avvio a un'indagine. Sorridono, eleganti e innamorati, Leman e Asllan Ypi: è il 1941, la guerra infuria, eppure nulla sembra turbare quella luna di miele sulle Alpi. Ma per la loro nipote Lea quell'immagine è uno squarcio sul non detto, su una storia familiare avvolta da anni di silenzio. Chi era veramente nonna Leman? Perché parlava francese nonostante fosse cresciuta come nipote di un pasha a Salonicco? Cosa la spinse, appena diciottenne, a lasciare la città per iniziare una vita da sola in una Tirana intrisa di “profumo Chanel e di pecora”, con l'Albania satellite del regime di Mussolini? Come si innamorò e sposò un socialista simpatizzante del Fronte Popolare? E soprattutto, cosa si nascondeva dietro quel sorriso tra la neve di Cortina d'Ampezzo, mentre tutta l'Europa veniva ridotta in cenere? Lea Ypi intreccia i rapporti della polizia segreta sulle spie comuniste, le testimonianze in tribunale e i ricordi personali della nonna per raccontare i moti di un Novecento pieno di contraddizioni e ripensamenti: dai fasti decadenti dell'aristocrazia sotto l'impero ottomano alla nuova realtà dei Balcani, passando per una crisi finanziaria e gli orrori di due guerre mondiali. E ci pone domande cruciali per i nostri tempi: che cosa sopravvive e che cosa si perde nella storia? Che cosa sappiamo davvero di chi amiamo? E con quale diritto morale giudichiamo le loro scelte?

Dettagli

12 maggio 2026
368 p., Brossura
Indignity
9788807037238

Valutazioni e recensioni

  • Antonio Poso Zurlo

    Lea Ypi scrive un memoir familiare, partendo da quando si imbatte casualmente in una foto, in bianco e nero, dei suoi nonni, Leman e Asllan, in luna di miele, sulle Alpi italiane. Una velata accusa di collaborazionismo, edita da uno dei fruitori dei social media, la spinge a un’indagine accurata, giocata con una spola tra memoria storica e memoria familiare. Inizia un viaggio, tra ricordi e report, che parte dallo sfaldamento dell’impero ottomano alla liberazione dell’Albania dai nazisti, passando per il peregrinare di popoli e persone attraverso confini dettati dal susseguirsi di scelte politiche, compromessi tra invasori e invasi, oppressori e resistenza. Leman Ypi vive appieno i suoi tempi, nella loro complessità: una famiglia benestante, un padre imprenditore, il rispetto delle tradizioni, le prime forme di emancipazione femminile ancora stridenti con gli usi e i costumi più tradizionali, la voglia di affermazione, il primo, unico, grande amore. È destinata a vivere un’odissea tra i Balcani, sfaldati e riassestati dalla geografia bellica, tra etnie slave, greche, turche, oppressori italiani, tedeschi, austriaci, inglesi, moti rivoluzionari, spinte bolsceviche. La guerra entra nelle vite delle persone, così come gli equilibri dettati dal potere, sempre dispotico, mai democratico. Si è amici o nemici del regime di turno, fedeli sostenitori o temibili oppositori. Su questo sottile confine, l’ancora per mantenere l’equilibrio è quella dignità del titolo del romanzo, ovverosia la capacità di mantenere una qualità morale, anche e soprattutto, quando tutto intorno crolla. La dignità, in fin dei conti, “è soltanto impedire all’incendio di propagarsi”. Fare da argine, con la propria coscienza. Questo è il senso profondo della ricerca di una nipote sulla vita della nonna conosciuta a spizzichi e bocconi. O, forse, di una, due, tante donne, con vissuti molto simili, quasi sovrapponibili, che hanno immolato tutto, per preservare la loro dignità.

  • Pietro

    Mi ha convinto soprattutto l'equilibrio tra ricerca storica e racconto personale. È un libro denso e in certi capitoli bisogna rallentare per seguire bene il contesto politico, ma non l'ho trovato pesante.

Conosci l'autore

Foto di Lea Ypi

Lea Ypi

1979, Tirana

Lea Ypi è saggista, esperta di marxismo e di teoria critica. Professore di Political Theory alla London School of Economics, ha fatto ricerca e ha insegnato nelle maggiori università del mondo: alla Sapienza, a Sciences Po, all’Università di Francoforte, al Wissenschaftszentrum di Berlino, all’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli. Tra i suoi libri: Global Justice and Avant-Garde Political Agency (Oxford University Press, 2012), The Meaning of Partisanship (con J. White, Oxford University Press, 2016), Stato e avanguardie cosmopolitiche (trad. it. Laterza, 2016), Libera. Diventare grandi alla fine della storia (Feltrinelli, 2022), Dignità (Feltrinelli, 2026).

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