Una storia interessante, con un'atmosfera particolare e dei personaggi che, nel bene e nel male, riescono a incuriosire. Ho apprezzato soprattutto l'ambientazione e il modo in cui il romanzo costruisce un senso di inquietudine, senza puntare tutto sull'azione. La narrazione è però molto lenta e in alcuni tratti, a mio parere, troppo prolissa. È comunque un libro con diversi temi interessanti come l'ossessione, l'appartenenza e l'essere affascinati da un mondo elitario e non accessibile a tutti.
Dio di illusioni
Una storia folgorante di amicizia e complicità, amore e ossessione, colpa e follia, un romanzo di formazione che è stato uno dei più grandi casi editoriali degli anni Novanta.
«Questo romanzo lascia il segno, nelle sue pagine, sui suoi personaggi ma anche su di noi, presentandoci il degrado di una generazione vuota.» - Loredana Cescutti per Thrillernord
«Il romanzo di Donna Tartt diventa una guida di stile, di modi di dire o fare, per il fanatico della Dark Academia. Molti si riprendono con tra le mani Di di illusioni come immancabile accessorio intellettuale. Anche così un romanzo torna all’ultimo grido.» - la Repubblica
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro eccentrico e affascinante professore di greco antico, che insegna al di fuori delle regole accademiche imposte dall'università e solamente a una cerchia ristretta di studenti. Un'élite di giovani che vivono di eccessi e illusioni, lontani dalla realtà che li circonda e immersi nella celebrazione di un passato mitico e idealizzato, tra studi classici e riti dionisiaci, alcol, droghe e sottili giochi erotici. Fino a che, in una notte maledetta, esplode la violenza. E il loro mondo inizia a crollare inesorabilmente, pezzo dopo pezzo.
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Autore:
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Edizione:3
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Anno edizione:2003
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Ginevra 25 agosto 2026
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Martina 14 luglio 2026200 pagine in meno e sarebbe stato perfetto
È un romanzo che richiede impegno ed empatia per comprendere fino in fondo i personaggi e le situazioni. È scritto molto bene e non presenta incongruenze, anche perché l’intera narrazione è filtrata attraverso il punto di vista del protagonista. Ciò che, invece, non sono riuscito ad apprezzare è lo stile estremamente dilatato: spesso l’autrice impiega dieci pagine per raccontare ciò che avrebbe potuto esprimere con la stessa efficacia in una sola. Soprattutto nella seconda parte, il romanzo diventa eccessivamente prolisso e, a mio avviso, non aggiunge nulla di significativo alla narrazione. Al contrario, finisce per far perdere di vista una trama che, invece, è davvero interessante. Verso la fine ho avuto la sensazione di scalare una montagna senza riuscire a intravederne la cima. Paradossalmente, l’epilogo, in una ventina di pagine, riesce a condensare molte più informazioni e a far avanzare la storia più di diversi capitoli precedenti. Lo consiglio, ma preparatevi a una lettura impegnativa, che richiede attenzione e un notevole investimento cognitivo.
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c 10 luglio 2026
perdita di tempo
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