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Recensioni Gente di Dublino

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    20/05/2018 12:17:21

    Gente di Dublino è forse l'opera più famosa di Joyce, quella che scava all'interno della società irlandese della sua epoca, una società che affoga nell'alcol i propri problemi e le proprie delusioni. Joyce decide di descriverla attraverso quindici racconti di lunghezza simile, ad eccezione dell'ultimo, nettamente più lungo. Tutti i personaggi sono profondamente contestualizzati e i temi principali sono quelli della violenza, fisica e psicologica, dell'alcolismo, del fallimento e dell'autocommiserazione. Leggendo questo commento sembrerebbe un libro da evitare, ma ogni racconto è arricchito da immagini ed eventi simbolici e allegorici che danno quel qualcosa in più a chi sia capace di coglierli all'interno della narrazione. Non un libro entusiasmante nei temi, ma nell'abilità narrativa del suo autore e nella bellezza triste e malinconica delle immagini che trasmette. Probabilmente uno dei miei classici preferiti. Consigliato.

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    17/05/2018 21:34:56

    L'immortale Joyce sfodera in questo volume il suo asso nella manica: vissuto un'intera vita nella sua Dublino, con cui stabilì un rapporto di amore e odio, Joyce decide, a un certo punto, di operare un'analisi psicologica della sua città, quella che egli vede come il centro della paralisi del mondo moderno, ma in particolare dei suoi abitanti, una popolazione di individui alienati, paralizzati, appunto, dai meccanismi stessi in cui opera la propria vita, incapaci di rompere le catene che li tengono avvinghiati al suolo, incapaci di realizzare se stessi. Il maestro ci dona così una raccolta di racconti brevi, divisi secondo lo schema "Infanzia, Adolescenza, Maturità, Vita Pubblica". Chiunque abbia avuto il piacere di studiare Joyce a scuola ha avuto anche la fortuna di vederlo all'opera, mentre maneggia ora col flusso di coscienza, ora con l'epifania, tecniche narrative che abbondano in "Gente di Dublino" e lasciano il lettore paralizzato anch'egli, dallo stupore, però. Non potrei far altro che assegnare cinque stelle a questo capolavoro, perfetto tanto nella trama di ogni singolo racconto, quanto nello stile mozzafiato. Generalmente do molta importanza alla copertina e all'estetica del libro ma in questo caso mi sono direttamente fiondato sul contenuto. Ottimo anche il rapporto qualità/prezzo, qualsiasi cifra non eguaglierebbe mai il valore immortale di questi racconti.

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    14/05/2018 10:40:03

    Ogni racconto narra uno spezzone di vita quotidiana del protagonista. Tramite di esso l’autore vuole mostrare al lettore alcuni aspetti caratterizzanti la vita nella capitale irlandese in quel particolare periodo storico. Gli aspetti che ricorrono nei racconti sono la paralisi morale che colpisce il/la protagonista, spesso di origine politico/religiosa, e la fuga, conseguenza strettamente legata al primo dei due aspetti. Le storie sono distribuite lungo un asse temporale che caratterizza ogni fase della vita: in "Le sorelle", "Un incontro" e "Arabia", il protagonista vive il periodo dell’infanza. In "Eveline", "Dopo la corsa", "I due galanti" e "Pensione di famiglia", Joyce tratta del periodo dell’adolescenza. In "Una piccola nube", "Rivalsa", "Polvere" e "Un caso pietoso" i protagonisti sono ormai maturi. In "Il giorno dell’Edera", "Una madre" e "La grazia" Joyce tratta della vita pubblica dei protagonisti. L’epilogo del libro è costituito da un ultimo racconto: "I morti".

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    05/12/2017 18:25:51

    Un capolavoro della letteratura, un classico sempre attuale. Quindici racconti diversi, con personaggi diversi, ma tutti danno qualcosa su cui riflettere. Certe storie lasciano il segno più di altre, e proverete emozioni diverse e contrastanti per ogni racconto. Joyce non parla solo della "Gente di Dublino", ma si riferisce alla gente di qualunque città in qualunque parte del mondo. Per questo è facile identificarsi in uno dei protagonisti. Consiglio di leggere una o due storie alla volta, anche se è difficile, poiché come si suol dire "una tira l'altra".

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    04/12/2017 13:09:35

    Joyce pensava che Dublino fosse affetta da PARALISI, ovvero l’incapacità di reagire alle nuove tendenze, le persone lì erano convinte della loro cultura, della loro religione e non erano capaci di adattarsi. Dunque, in ogni brano c’è un abitante di Dublino, e Joyce, con una sottile ironia, prende in giro il loro modo di vivere e di comportarsi. Alla fine di ogni racconto, questo personaggio si dimostra debole, appunto, paralizzato. Onestamente, questa cosa in alcune storie è più evidente che in altre, bisogna rifletterci un po’, ma il talento di Joyce nell’evidenziare il comportamento dei personaggi è da apprezzare, ma con alcuni racconti sono rimasta un po’ perplessa.

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    04/12/2017 12:06:59

    "Dubliners", in italiano "gente di Dublino", è una raccolta di racconti, tutti ambientanti a Dublino. Una Dublino "paralizzata", da cui i protagonisti sognano di fuggire; una Dublino coperta da un "velo di polvere", sempre uguale, quasi fastidiosa. I racconti sembrano narrane la banale vita quotidiana dei protagonisti, in realtà è proprio la presa di coscienza di questa banalità e paralisi morale dei protagonisti che risveglia in loro il desiderio di Fuga. Fuga che in realtà non riuscirà mai, Dublino non si lascia facilmente. La cura con cui Joyce descrive i protagonisti e anche i minimi dettagli è meravigliosa.

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    30/11/2017 18:20:37

    Una quantità immensa di emozioni,vite,persone,ambienti e pensieri in una Dublino in declino in cui nemmeno i suoi abitanti si riconoscono Joyce cerca di far capire come la città si stava evolvendo e con essa anche i cittadini. L'autore descrive la quotidianità cruda e nuda dei personaggi e cerca di descriverli sul piano psicologico. Joyce affronta tutte le fasi della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità e la vecchiaia. Personalmente sono rimasta molto colpita dal racconto di Eveline e dall'ultima storia raccontata,che sicuramente farà riflettere molti e per questo lo consiglio assolutamente.

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    10/03/2017 08:42:06

    Joyce non è un autore semplice, specie in alcune sue opere come Finnegans Wake e l'Ulisse, perciò la lettura di questo libro di racconti è assolutamente consigliata. In tal modo si può un po' capire lo stile e lo spirito di Joyce, entrare pian pianino in un mondo particolarissimo e di certo di non facile comprensione. Questi racconti, invece, si leggono bene e non sono affatto difficili, ma sono un ottimo primo approccio. Consigliato a tutti

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    08/03/2017 20:41:02

    In " Gente di Dublino", raccolta di racconti pubblicata a Londra nel 1914 da James Joyce, il tema principale è quello dell'evasione verso mondi fantastici che si oppongono al grigiore della realtà. Ad esempio, nella parte che si riferisce all'adolescenza i personaggi sono impotenti, imprigionati in situazioni da cui non sono capaci di fuggire: l'esempio più famoso è quello di Eveline, una ragazza che non riesce ad abbandonare l'Irlanda e a seguire l'innamorato in Sudamerica. Joyce descrive in modo realistico fatti minimi; lo scrittore è molto critico verso la società borghese e la Chiesa del tempo, colpevoli a suo vedere, dell'immobilità spirituale dell'intera nazione.

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    06/03/2017 19:40:10

    “Gente di Dublino” è un buon primo approccio a quel genio folle di James Joyce, un modo per comprendere meglio il suo mondo e la sua visione delle cose. A differenza di testi come l' “Ulisse”, qui il testo è molto più accessibile, facile da comprendere, anche se sempre pregno di sfumature, così come ci ha abituato il suo mirabile stile. Un libro che consiglio a tutti, per imparare a conoscere meglio un autore così importante come Joyce

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    06/03/2017 13:08:43

    Ognuno dei quindici racconti che costituiscono “Gente di Dublino” è un’istantanea sulla condizione dell’uomo con le sue miserie, le sue sofferenze e contraddizioni. I personaggi si muovono nella Dublino del secolo scorso e sono accomunati da un’apatia, un’incapacità di prendere le redini della propria esistenza, dall’improvvisa consapevolezza della caducità della vita e dell’inevitabilità della morte. La narrazione di Joyce è assolutamente priva di qualsiasi elemento possa costituire un semplice abbellimento, un orpello fine a se stesso. Il linguaggio pulito, essenziale ma ricco di descrizioni, la quasi totale mancanza di azione, l’aderenza alla realtà mi ricorda la poetica verista. L'autore lascia che sia la quotidianità dei personaggi a raccontarne i sentimenti e le frustrazioni. Tutto è lasciato al suo naturale corso, ogni racconto è uno spiraglio, non ha una conclusione ben definita. Questa mancanza di organicità rende “Gente di Dublino” un’opera di non facile comprensione. Non è certo un tipo di lettura leggera, di intrattenimento, piuttosto è uno di quei libri scomodi, ma necessari, che fa riflettere e mette in evidenza, attraverso le vicissitudini del singolo anche la situazione politica, economica e religiosa dell’Irlanda al principio del ‘900. Occorre andare oltre la superficie del testo per ottenere una visione completa. L'affresco di Dublino, in particolare, è mirabile, ci viene presentata come un’uggiosa città del nord dalle tinte spente e tendenzialmente monocrome, ben lontana dalla verde Irlanda dell’immaginario comune, ma perfetto sfondo alle vite dei protagonisti. Personalmente, non ho apprezzato allo stesso modo tutti i racconti, forse il mio preferito è stato l’ultimo dal titolo “I morti”, perfetto “requiem” che chiude la raccolta e lascia al lettore una sensazione di triste malinconia che, unita all’impotenza sono le sensazioni che mi hanno accompagnata per tutta la lettura. Credo che Joyce sia uno scrittore che “o lo si ama o lo si odia”. Io, per quanto ammetto di aver trovato la lettura un po’ ostica in alcuni punti, mi sento di consigliarlo.

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    28/11/2016 11:48:31

    20. La prima opera di Joyce che mi capita di leggere, e devo dire che sfortunatamente non mi è piaciuta, e questo mi ha molto deluso perché avevo delle grandissime aspettative su questo autore. Non sono sicuro se a non piacermi sia stato lo stile o la struttura in racconti, che solitamente però apprezzo, il cui fil rouge è la splendida città di Dublino. Nessun personaggio mi è rimasto particolarmente impresso e nessuna storia mi ha colpito più di tanto, neppure la famosissima “Le sorelle" di cui tanto avevo sentito parlare. Probabilmente sono io che non sono fatto per questo autore, peccato.

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    27/11/2016 22:59:09

    L'opera è una raccolta di racconti scritti da Joyce che ruotano intorno alla città di Dublino. Quest'ultima funge da protagonista e da sfondo dei racconti. L'aspetto più interessante dell'opera sta nello stile dello scrittore, il quale ci fa entrare nella psicologia e nello stato d'animo dei suoi personaggi. Essi vivono diverse esperienze più o meno significative. Tuttavia, a ciascun protagonista verrà data una possibilità per capire a fondo determinate situazioni o per compiere la propria scelta. Fondamentale per la lettura dell'opera è capire il concetto di epifania. Ne consiglio la lettura e ritengo sia un'opera molto importante per capire il clima letterario di fine '800 inglese ed europeo.

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    18/05/2016 23:30:19

    James joyce attraverso il susseguirsi di questi racconti, che rispecchiano le varie fasi della vita, riesce perfettamente a dipingere la realtà. Protagonista assoluto del romanzo é dublino cittá in cui si alternano i vari personaggi, cosí diversi l'uno dall'altro eppure cosí simili, "chiusi" nella loro insoddisfazione, faranno di tutto per giungere ad una svolta. L'ultimo racconto é un grande capolavoro di joyce e primo grande esempio del suo "stream of consciousness". Lo stile di di joyce non é semplice, quindi consiglio di iniziare questo libro sapendo a cosa si va incontro, ma comunque é assolutamente un libro da leggere.

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    22/07/2015 15:40:18

    Molto bene

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