I sette peccati capitali dell'economia italiana

di Carlo Cottarelli

 
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Descrizione

Perché l’economia italiana non riesce a ripartire?  Secondo Carlo Cottarelli, la precarietà che ostacola la nostra ripresa economica non è legata a un destino che siamo costretti a subire. Deriva soprattutto da sette gravissimi errori che il sistema dell’economia italiana continua a commettere. Sono i peccati capitali dell’economia italiana: l’evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, l’incapacità di stare nell’euro, il divario tra Nord e Sud. Fino a oggi, l’evasione è sempre stata sottovalutata. Cottarelli dimostra che la lotta contro questa piaga troppo diffusa richiede una riforma strutturale, perché il fenomeno è molto più esteso di quanto siamo abituati a pensare. Un provvedimento capace di invertire la rotta, cominciando a recuperare una cifra che si avvicina ai 150 miliardi, aiuterebbe il paese a uscire da questa stagione di incertezza. Questa dispersione di capitale si combina con la macchina ipertrofica della burocrazia e con una giustizia troppo lenta, che scoraggiano gli investitori stranieri e ostacolano la creazione di nuovi posti di lavoro. Correggere questi errori è possibile. Dopo un’esperienza decennale da dirigente del Fondo monetario internazionale, Cottarelli torna in Italia per spiegare senza tecnicismi quali sono le strategie e le soluzioni che dobbiamo costruire per garantire un futuro alla nostra economia.

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Cosa ne pensa la Stampa

Le principali pecche dell'economia italiana.Filippo Cucuccio, La Civilta Cattolica
Un libro molto interessante per chi vuole capire meglio la situazione italiana.red., QN - ed. Modena
Il motivo per cui nel nostro paese la crisi sembra non finire mai.red., QN - ed. Modena
L'elenco di quei vizi coincide con tutto ciò di cui non si parla proprio - evasione fiscale, corruzione, eccesso di burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario nord-sud, difficoltà a convivere con l'euro - e spiega ciò che andrebbe fatto, ma che gli attori sulla scena non hanno tanta intenzione di fare.Bruno Manfellotto, l'Espresso
"Mister forbici", classe 1954 e padre di due figli, non è solo un tagliatore seriale. Ha anche dei progetti, sintentizzati nel suo ultimo libro I sette peccati dell'economia italiana.Giuliano Zulin, Libero
Lucido ed allarmante.Stefano Righi, Il Corriere della Sera - 7
Di questi «peccati», che richiamano una radice diabolica e una visione religiosa di lotta tra bene e male, (evasione fiscale, corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, incapacità a stare nell'Euro, divario Nord-Sud) Cottarelli scrive nel suo ultimo saggio in modo semplice e accessibile anche da parte di persone con scarsa cultura economica.Tonio Tondo, La Gazzetta Del Mezzogiorno - ed. Bari
Perché l'economia italiana non riesce a recuperare? Secondo Cottarelli esistono alcuni ostacoli molto ingombranti.red., Il Nuovo Quotidiano di Puglia - ed. Brindisi
Secondo l'economista cremonese, corteggiato dalla politica, la precarietà che ostacolala nostra ripresa economica non è legata a un destino che siamo costretti a subire. Deriva soprattutto da sette gravissimi errori che il sistema dell'economia italiana continua a commettere.red., La Provincia di Cremona
C'è un capitale che fa ricco un Paese ma non compare nelle classifiche di «Forbes». È il capitale sociale e l'Italia ne è parecchio priva.E quella lacuna diventa l'origine mefistofelica dei sette peccati capitali della sua economia, principali responsabili di una crescita sempre monca, di un riscatto mai compiuto. Di un'Italia insomma in perenne deficit di credibilità anche quando sembra che tutto vada per il meglio.Alberto Orioli, Il Sole 24 ore - Domenica
Cottarelli, già Mister spending review , ha scritto un libro per dire che un'altra Italia è possibile. A patto di non essere ideologici. O (peggio) in campagna elettorale.Riccardo Staglianò, Il Venerdì di Repubblica

Conosci l'autore

Biografia

Carlo Cottarelli
Carlo Cottarelli (Cremona, 1954), laureato a Siena e alla London School of Economics, dopo aver lavorato in Banca d’Italia ed Eni, dal 1988 al 2017 è stato nel Fondo monetario internazionale. È stato commissario straordinario per la revisione di spesa, nominato dal governo italiano, da ottobre del 2013 a novembre 2014. Già direttore del nuovo Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano. Nel maggio 2018 è stato incaricato dal presidente Mattarella di esplorare l'ipotesi di un nuovo governo. Ha scritto numerosi articoli e saggi accademici. Per Feltrinelli ha pubblicato La lista della spesa. La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare (2015), Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene (2016) e I sette peccati capitali dell’economia italiana (2018).

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