È una narrazione lenta e cupa, a volte mi è risultata difficile anche la lettura del testo. Storia che gira sempre intorno allo stesso punto e piena di dettagli inutili e poco interessanti. So che è spesso proposto come narrativa scolastica, mi chiedo fino a che punto sia producente proporre un testo del genere.
L'isola di Arturo
Vincitore Premio Strega 1957
«Una piccola, criptica Achilleide resuscitata» – Cesare Garboli
Arturo, il guerresco ragazzo dal nome di una stella, vive in un'isola tra spiagge e scogliere, pago di sogni fantastici. Non si cura di vestiti né di cibi. È stato allevato con latte di capra. La vita per lui è promessa solo di imprese e di libertà assoluta. E ora ricorda. Queste sono le sue memorie, dall'idillio solitario alla scoperta della vita: l'amore, l'amicizia, il dolore, la disperazione. Secondo romanzo della Morante dopo Menzogna e sortilegio (1948), L'isola di Arturo confermò tutte le qualità della scrittrice romana: l'impasto di elementi realistici e fiabeschi, la forte suggestione del linguaggio. Arturo, come Elisa in Menzogna e sortilegio, «si porta addosso la croce di far parte non di un oggi ma di un sempre».
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Autore:
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Editore:
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Edizione:2
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Anno edizione:2014
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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ChiaraB 25 agosto 2026No, non lo consiglierei
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Alice 01 agosto 2026Stupendo
Stupendo. Sin dalle prime pagine mi sono calata nell'atmosfera dell'isola, rimanendone inevitabilmente affascinata. La stagione dell'estate, che è quella che più di tutte si prende la scena, contribuisce a un'atmosfera quasi favolistica del romanzo, che segue l'infanzia e l'adolescenza di Arturo Gerace. I romanzi di formazione, lo ammetto, mi prendono in maniera diversa, perché mi danno la possibilità di seguire il protagonista da vicino. E così ora, dopo averlo visto crescere e cambiare, quasi mi sembra di conoscere Arturo, al quale mi sono a un certo punto affezionata. È uno di quei libri dopo i quali si fa fatica a trovare qualcosa all'altezza, e che per un po' ti lasciano un vuoto dentro, perché ti hanno accompagnato giorno dopo giorno e ora li devi salutare. Ma forse va bene così; sono libri da elaborare, da metabolizzare e che hanno bisogno del loro tempo. Sono libri destinati a rimanerci dentro, a ritagliarsi uno spazio nella nostra memoria e nei nostri cuori. Per me, l'isola di Arturo è questo.
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Francesca 21 maggio 2026Seconda lettura
Lessi questo libro i primi anni del liceo, assegnato dalla prof di italiano. A distanza di 15 anni l'ho riletto e mi è piaciuto ancor di più della prima volta. Nonostante me lo ricordassi bene, la seconda lettura mi ha permesso di notare ancora più dettagli. Indimenticabile
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