Lui è tornato - Timur Vermes - copertina
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Letteratura: Germania
Lui è tornato
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8,50 €
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Descrizione


Ricordate "Le memorie di Schmeed" di Woody Allen?: "Nella primavera del 1940, una grossa Mercedes venne a fermarsi davanti al mio negozio di barbiere al 127 di Königsstrasse ed entrò Hitler. 'Voglio una spuntatina leggera' disse e non tagliatemi molto sopra.'" Schmeed, il barbiere del Reich, depositario dei segreti del Führer. Ecco: il romanzo di Timur Vermes sembra rimandare alla comicità di Allen. È l'estate del 2011. Adolf Hitler si sveglia in uno di quei campi incolti e quasi abbandonati che ancora si possono incontrare nel centro di Berlino. Egli non può fare a meno di notare che la guerra sembra cessata; che intorno a lui non ci sono i suoi fedelissimi commilitoni; che non c'è traccia di Eva. Non può non sentire un forte odore di benzina esalare dalla sua divisa sudicia e logora; e non riesce a spiegarsi l'intorpidimento delle sue articolazioni e la difficoltà che prova nel muovere i primi passi in una città piuttosto diversa da come la ricordava. Regna infatti la pace; ci sono molti stranieri; e una donna (sì, proprio una donna, per giunta goffa), tale Angela Merkel, è alla guida del Reich. 66 anni dopo la sua fine nel Bunker, contro ogni previsione, Adolf inizia una nuova carriera, stavolta a partire dalla televisione. Questo nuovo Hitler non è, tuttavia, né un imitatore, né una controfigura. È proprio lui, e non fa né dice nulla per nasconderlo, anzi, è tremendamente reale. Eppure nessuno gli crede: tutti lo prendono per uno straordinario comico, tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo imitano.

Informazioni dal venditore

Venditore:

Dettagli

Tascabile
450 p., Brossura
Er ist wieder da
9788845276699

Valutazioni e recensioni

  • Antonio Poso Zurlo

    A volte ritornano. Stavolta tocca ad Adolf Hitler risvegliarsi in un campo incolto, nel 2011, al centro di una Berlino estremamente diversa da quella capitale che, sessantacinque anni prima, aveva lasciato. Non c’è la guerra, c’è la modernità, con i suoi device tecnologici, i suoi supermercati, le attività in franchising, i rasoi a cinque lame, i nuovi partiti politici e, soprattutto, l’integrazione sociale. Lui, per converso, è rimasto praticamente lo stesso: nella sua divisa, nelle sue idee, nel suo modo di intendere la patria, con i suoi baffi e le sue spalline. È così identico che la gente neppure gli crede: nessuno lo riconosce, tutti credono sia solo un valente imitatore, così bravo da non uscire mai dal personaggio. Lui è quasi il peggior villain della storia passata e diventa irrimediabilmente “simpatico” nella sua più completa incapacità di adattarsi alla nuova Germania e ai nuovi tedeschi: è tutto permeato da una sottile comicità, nel voler misurare la contemporaneità con i parametri bellici del secolo precedente. È una comicità, tuttavia, destinata a far riflettere: mette, infatti, sottilmente in guardia anche da pericoli ritorni di fiamma (e la frase conclusiva ne è l’esempio). Invero, quel personaggio divertente, mai caricaturale, senza un nome “vero”, che s’aggira scorato per Berlino, non è una controfigura e non è un imitatore. È semplicemente se stesso e alla gente inizia (ritorna, rectius) anche a piacere. Dentro, ma anche fuori, lo studio televisivo.

  • FedericaScerbo Scerbo

    Un romanzo contemporaneo che mi è piaciuto davvero tanto perchè da un lato mi ha divertita, grazie ad una satira molto pungente, mentre dall'altro lato mi ha fatto inquietare. Il libro si basa su una premessa del tutto surreale sulla quale non possiamo sindacare. La premessa è che Hitler si risveglia nella Germania contemporanea. E anche se il mondo sembra essere cambiato e anche se la Germania sembra essere cambiata, Hitler non lo è affatto. Infatti è agghiacciante leggere di come è facile per l'Hitler di "Lui è tornato" riuscire a tornare alla ribalta, riuscire a mettere in moto una scalata verso il successo. Consiglio questo libro proprio per il binomio gag divertenti da un lato e sconcerto dall'altro. E' un libro che ci invita a tenere sempre si occhi aperti ma soprattutto il cervello sempre in allenamento e di non dimenticare mai di quello che è successo nel nostro passato, più o meno prossimo.

  • CRISTIAN CARLI

    Che succederebbe se un giorno Hitler tornasse tra di noi? E’ a questa domanda che il libro cerca di rispondere e la risposta che l’autore ci dà ha qualcosa di inquietante. Indubbiamente Timur Vermes ci fa riflettere su come la storia purtroppo non ci abbia insegnato niente e su come siamo condannati a ripetere sempre gli stessi errori. Lo consiglierei sicuramente, anche se a volte la scrittura presenta delle lungaggini inutili alla narrazione.

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Foto di Timur Vermes

Timur Vermes

 Timur Vermes, nato nel 1967 da madre tedesca e padre di origini ungheresi, ha studiato Storia e Scienze politiche a Erlangen. Ha scritto per l’“Abendzeitung” e l’“Express” di Colonia e ha collaborato con diversi periodici. Dal 2007 ha pubblicato quattro libri come ghost writer, altri due sono in preparazione. Lui è tornato è stato tradotto in 41 lingue e nel 2016 è diventato un film.

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