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La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo
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La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo - Umberto Galimberti - copertina
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La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo Umberto Galimberti
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Descrizione

C'è un nuovo ospite inquietante. È il cinismo che pervade la nostra società e che avvilisce le nuove generazioni. Il grande filosofo e psicoanalista si pone come loro ascoltatore e offre agli adulti un fondamentale strumento di comprensione.

«Al nichilismo passivo della rassegnazione, non sono pochi i giovani che sostituiscono il nichilismo attivo di chi, prendendo le mosse proprio da quel desolante scenario, e non da consolanti speranze o inutili attese, inventa il proprio futuro.»

Ogni genitore si chiede chi sia il proprio figlio, che cosa desideri, come sia fatto il suo mondo. Ma spesso capire è complicato, ed essere d'aiuto nelle difficoltà lo è ancora di più. Umberto Galimberti sa che nell'era di Facebook e di Instagram la realtà che conta è quella virtuale, il tempo è accelerato e la competizione per ritagliarsi un ruolo nella società è molto forte: «Chi non corre e non vince in questa gara di velocità non è al mondo. In quel mondo virtuale che ormai è più reale del mondo cosiddetto 'reale'». E come reagiscono i giovani a questa pressione? La fretta che ogni ventenne ha di realizzare i propri sogni rischia di degenerare in una forma di cinismo del tutto sconosciuta alla generazione dei suoi genitori. Ragazze e ragazzi si affidano all'indifferenza e al controllo dei sentimenti e delle emozioni, per evitare che le passioni diventino un ostacolo all'autoaffermazione. Questi giovani, allora, hanno bisogno di essere ascoltati e hanno bisogno di risposte. Per non perdere di vista il dono prezioso del tempo della vita, un tempo per rincorrere i propri sogni e anche per concedersi il lusso di commettere gli errori che fanno crescere. Galimberti dialoga con ciascuno ed esplora le sofferenze, i dubbi, le ansie e i desideri di una generazione. Ascolta le parole, le idee e le aspirazioni. E offre a ogni genitore uno strumento per interrogarsi sui propri figli, per comprendere la profondità delle loro domande e per impedire che tutte le speranze si trasformino in delusioni.
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Dettagli

2018
11 gennaio 2018
323 p., Brossura
9788807172977
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Indice

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Introduzione
L'ospite inquietante: il nichilismo - Il nichilismo passivo e il nichilismo attivo - Il confronto con il mondo adulto - I valori e gli ideali dei nichilisti attivi - Lo sguardo critico dei nichilisti attivi sull'uso dei mezzi informatici - La demotivazione scolastica e la grande responsabilità della scuola - Il lavoro e le nuove forme di alienazione - Gli scenari d'amore dove l'amore dove l'amore di sé e l'amore dell'altro non sempre collimano - La ricerca di sé, della propria identità e dei margini della propria libertà - I giovani del nichilismo attivo si pongono anche le domande ultime - Che futuro ha una società che non investe sui giovani?

I. Gioventù perduta? No, cancellata per errore

Noi ventenni abbiamo fretta di realizzare i nostri sogni - C'è chi dice che abbiamo troppa fretta - E in effetti non siamo pronti per la costruzione del nostro futuro - Tuttavia non abbandoniamo i nostri sogni e non ci arrendiamo al "sano realismo" - E neppure cediamo alla violenza, perché pochi tra noi credono che apra un futuro - Se però è finito il mondo, non ci resta che aspettare l'Apocalisse - E nel frattempo ci percepiamo come la "generazione dei sogni infranti"

II. Noi ce la possiamo fare, ma voi non spezzateci le ali

Ci accusate di piangerci addosso e di cullarci in un mondo fatto di sogni - In realtà, anche se siamo la "generazione dei senza", non ci rassegniamo - E spieghiamo le ali controvento - Perché sappiamo essere liberi anche quando la realtà ci imprigiona - Perché abbiamo supplito alla mancanza d'esperienza con la conoscenza - Perché non ci arrendiamo a chi ci dice che c'è un solo modo di affrontare la vita - Perché, a differenza di voi, noi conosciamo la passione - E sappiamo coniugare la passione con il rigore della mente

III. Il vostro disfattismo non ci farà rinunciare ai nostri valori e ai nostri ideali

Non potete più parlare a noi giovani in nome di niente - E neppure in nome di quei valori riconducibili unicamente al denaro - E nemmeno in nome di quei valori che risolvono l'identità nell'immagine - Se poi, come voi dite, non ci sono più valori, starà a noi trovarli - Non spegnete la nostra tensione morale chiamando utopie i nostri ideali - Non vi vergognate del vostro razzismo? - Sapete dirci chi è lo straniero? - Ne sapete qualcosa della "colpa metafisica" di noi occidentali? - Come possono le atrocità della guerra lasciarvi indifferenti? - Che impressione vi fa vedere i nostri giovani e i giovani terroristi sull'orlo di un mondo uguale e diviso? - Che morale è quella che abolisce la tortura solo perché non dà i risultati attesi? - La nostra rivoluzione? Ricominciare a dire "Noi"

IV. Siamo "nativi digitali", ma non in modo acritico

Le nuove tecnologie e i loro effetti - Perché non sono su Facebook - Quanto è povero il mondo chiuso di un telefonino - Come il computer ci cambia la testa - È davvero necessario il computer a scuola?

V. I giovani e la scuola: una triste storia di reciproco disinteresse e incomprensione

Il Bullismo nelle nostre scuole: che fare? - E se la scuola insegnasse a pensare? - Quando capiremo che il futuro dei giovani dipende dalla qualità delle nostre scuole? - Di chi è la colpa se la scuola non funziona? - Quanto è responsabile la scuola nella demotivazione degli studenti? - C'è una ragione per studiare anche le materie che non si amano? - L'homo sapiens ha ceduto il posto all'homo videns - I ragazzi che leggono vivono tante vite - Chi non legge non sa cosa succede né fuori di sé, né dentro di sé - Cari professori, solo se trattate i vostri ragazzi come adulti, li aiuterete a crescere - Evitiamo che i giovani si sentano stranieri nella propria vita

VI. I giovani e il lavoro nell'età della tecnica e dell'economia globalizzata

Quando il lavoro ci fa sentire scimmie ammaestrate - Persino il lavoro sociale obbedisce alle regole della razionalità tecnica - Lavoro in nero, lavoro sottopagato, lavoro sommerso - E chi se non i giovani paga i costi di uno Stato che non si adegua alla Storia? - Può la nostra vita trovare espressione solo nel lavoro? - In questa società in ogni suo aspetto mercificata, come si fa a sognare?

VII. I giovani e gli scenari spaesanti dell'amore

L'amore giovanile instabile e narcisista - Amore è violazione dell'integrità dell'io - Amare perdutamente può far male - Quando l'amore finisce, ricomincia da te - Solo i giovani possono abbattere le discriminazioni sessuali - Ma i giovani conoscono la potenza rivoluzionaria dell'eros? - Il poliamore è davvero una scelta di libertà? - Le avventure del desiderio e il richiamo dell'amore che non cede alla volubilità della passione

VIII. I giovani e la faticosa ricerca di sé

Siamo certi che la vita che viviamo sia la nostra? - In che misura la nostra libertà è limitata dalla nostra identità? - Nell'età della tecnica l'identità è data dal ruolo che si riveste? - La solitudine di chi chiede troppo a se stesso - Ha senso cercare il senso della vita? - Che cos'è la felicità? - Quali segreti può nascondere la malattia? - Non ogni sofferenza è patologica

IX. I giovani di fronte alle domande ultime

Che cosa c'è alla base della ricerca di Dio? - A ognuno il suo Dio fatto a propria immagine e somiglianza? - Che funzione ha svolto l'idea di Dio nella storia? - Che cos'è l'anima? E soprattutto, esiste? - Perché la morte? - Di cosa veramente ci angosciamo di fronte alla morte? - E se nel pensiero della morte ci fosse la giusta misura per condurre la nostra vita?

Conosci l'autore

Umberto Galimberti

1942, Monza

Filosofo, psicoanalista e docente universitario italiano. Compiuti gli studi di filosofia e psicologia, è attualmente professore ordinario di filosofia della storia presso l’Università di Venezia. Professore associato fino al 1999, precedentemente (dal 1976 al 1983) è stato professore incaricato di antropologia culturale. Dal 1985 è membro ordinario dell'International Association of Analytical Psychology.Allievo di Karl Jaspers durante alcuni soggiorni in Germania, ne ha tradotto in italiano le opere. Ha dedicato anche alcuni studi a Edmund Husserl e a Martin Heidegger. Dal 1995 collabora con il quotidiano «la Repubblica». Tra le sue opere si ricordano: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente (1975), Psichiatria e fenomenologia (1977),...

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