Anche in questo episodio della saga de Giovanni trasmette benissimo l'atmosfera, il caldo dell'estate, le emozioni che intrecciano i vari personaggi, e tutto si incastra alla perfezione tenendo col fiato sospeso fino alla fine. Bello, il terzo episodio conferma (in crescendo!) la bellezza del personaggio e della sua storia.
Il posto di ognuno. L'estate del commissario Ricciardi
Caldo. Torrido, impietoso, atroce. Caldo. Per le strade, nei vicoli, nelle stanze buie dei palazzi. Caldo. Da non respirare, da soffocare, da non riuscire a parlare. Caldo. Da odiare chi si ama, perché osa guardare altrove, perché vuole libertà. Caldo. Da non mangiare, da non dormire, da non sognare. Caldo. Da uccidere, per poter ancora vivere.
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Anno edizione:2012
Il posto di ognuno
Con questa serie di libri edita da Einaudi, Maurizio De Giovanni ci trascina in un'ambientazione unica, quella della Napoli degli anni '30. Siamo in pieno ventennio fascista e qui si intrecciano due vicende, quella umana e quella professionale, del commissario Ricciardi, personaggio tra i più particolari della narrativa di genere. Quest'uomo dalle eterne mani in tasca, con il ciuffo ribelle e gli occhi di ghiaccio, è dotato di un dono particolare che per lui è anche una maledizione: riesce, infatti, a percepire le ombre delle persone morte di una morte violenta che lo indirizzano nel corso della sua indagine. La forza di questi romanzi, a mio parere, è nel mondo che De Giovanni è riuscito a creare: dallo spaccato di un'epoca terribile e affascinante al tempo stesso, che lascia presagire la tragedia che si sarebbe svolta di lì a poco in Italia, alla forte caratterizzazione dei personaggi con i quali è facile immedesimarsi, con i quali condividiamo sogni, speranze, ambizioni e delusioni. Personaggi che riescono a evolvere di libro in libro, in un crescendo umano fino all'emozionante finale.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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VeroB 02 novembre 2026Consigliato!
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Bruno Izzo 06 agosto 2026Estate in città
Questo è un romanzo giallo in cui De Giovanni, innamoratissimo di Napoli, la sua città natale di cui è uno dei figli artistici migliori, racconta miseria e nobiltà. In un’estate caldissima, che letteralmente prosciuga la città ed i suoi abitanti, lo scrittore invece descrive abilmente il gelo del regime fascista spadroneggiante con i suoi squadristi, il ghiaccio dei segreti e lati oscuri dell'alta società napoletana, che in questo periodo sta venendo sempre più a contatto con i gruppi fascisti, il freddo della miseria insostenibile, ancora di più dati i tempi di tirannia, dei poveri e degli ultimi, il regime affama gli ultimi, e la fame diventa per davvero l’ennesima catena al collo che affligge, debilita, priva di onore e dignità gli ultimi della scala sociale. L’omicidio su cui è chiamato a indagare il noto commissario Ricciardi è quello di una duchessa, una donna bella e spregiudicata, ricchissima per un matrimonio di convenienza con un uomo assai avanti con gli anni e ormai in fin di vita. Il delitto avviene in una stanza chiusa dall'interno, un classico della letteratura gialla, apparentemente senza vie di fuga per l'assassino. La donna è usa ad intrecciare continue relazioni amorose, tradisce sfacciatamente il marito ma nessuno la critica per questo data la sua posizione sociale, in sintesi intrattiene molteplici relazioni extraconiugali, mai celate, anzi pubbliche e pubblicizzate, ovviamente il suo comportamento egoista, meschino e strafottente le attira con tutta evidenza molte gelosie, antipatie, odio nel suo ambiente, anche troppe. Con tanti, troppi che avevano più di un motivo per detestarla all’estremo. Sarà Ricciardi a scoprire la verità, perché vedete, un anello non è solo un prezioso monile al dito di una nobile, un anello è anche un collare che tiene alla catena un cane affamato. Solo che tenendo un cane alla catena, quello si incattivisce. Di brutto. E Ricciardi lo vede, lo sente: nei fatti.
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Mariachiara86 25 ottobre 2024Meraviglioso
Adoro De Giovanni, adoro il commissario Ricciardi, il brigadiere Maione, il dottor Modo, Livia, Rosa, Enrica e tutti i personaggi che sapientemente lo scrittore ha inventato, quasi fossero davvero esistenti o esistiti. Anche questo episodio conferma la bellezza della serie!
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