È questo il libro che mi ha accompagnato a febbraio tutte le sere prima di andare a letto. Racconta una vita intera, quella di Caterina che vive principalmente all'interno di una piccola contrada di montagna dell'alto Vicentino. La narrazione copre un arco temporale che va dalla fine della grande guerra fino al 1998. Tratta dei due principali conflitti bellici, dell'evoluzione e della caduta del fascismo, di emigrazione, crudeltà, delle lotte studentesche del '68, ma parla soprattutto di fame, miseria, sacrificio, ossessione, resilienza e ricerca di riscatto. Lo stile è abbastanza scorrevole ed i capitoli brevi, ma per il mio gusto personale l'autrice poteva tagliare almeno 100 pagine perché si ferma troppo spesso su dettagli poco significativi e descrive con troppa dovizia cose banali. Troppi anche i personaggi marginali. Mi è piaciuto? Non saprei...a caldo posso solo dire che mi ha lasciato un vuoto dentro non indifferente. Fa rabbia l'insegnamento che questo scritto vuole trasmettere: passiamo una vita intera a correre dietro a delle mere illusioni dimenticandoci che non dobbiamo sprecare il tempo prezioso dietro alle chimere. 📚📚📚/5 #booklover #booktok #bookstagram #promettimichenonmoriremo #maracarollo
Promettimi che non moriremo
Scritto con una lingua che affonda le radici nei classici del Novecento, il romanzo di Mara Carollo - ricostruendo l'intima epopea della sua protagonista - è un'indagine sul desiderio e sulla vita che poteva essere, una lettura densa e coinvolgente per dirci che è vero: rincorriamo illusioni e passioni spesso impossibili, ma che pure valgono il viaggio.
«Non darti troppa importanza, Nina. Queste cose le decide il cielo, mica dipendono da noi.»
«Nina e Mario si conoscono da sempre, giocano bambini sulle montagne del Vicentino, si aspettano e si inseguono per anni. Si ritrovano ma la vita li separerà ancora. Mara Carollo debutta con l'epopea di una donna forte e coraggiosa» - Marzia Fontana, La Lettura
Quando suo padre torna a casa dalla guerra, nel 1918, Caterina non lo riconosce. È sporco, magro e ha gli occhi spenti: a cinque anni Nina per la prima volta sente di avere paura della morte. Sa già cosa comporta nascere sulle montagne venete, in una contrada di poche case dove vita vuole dire lavoro nei pascoli e fatica nei boschi. Il giorno in cui Mario, il compagno di giochi nei fienili e di corse tra i campi, parte per Milano dove lo aspettano la scuola, vestiti sempre bianchi e un futuro migliore, Caterina inizia a desiderare un'esistenza diversa. Passa le ore sui pochi libri che trova, impara il mestiere di sarta per poter fuggire da casa e inseguire quel qualcosa che la chiama, forse il sogno di un amore con Mario. Spigolosa, caparbia, ribelle a modo suo, Caterina è una donna di tante rinunce e piccole soddisfazioni, che ha lavorato ostinatamente per una vita migliore, consumandosi le mani e la giovinezza: uno di quei personaggi che abbiamo incontrato nei racconti di famiglia. Con lei seguiamo la storia del secolo scorso da una prospettiva inedita, nella provincia veneta che muta mentre Nina resta attaccata ai propri antichi desideri. E Mario è l'ossessione di un sentimento totale, un fantasma da rincorrere nei decenni.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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angela Reader 23 febbraio 2026rabbia ... lascia tanta rabbia
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Sylvie 19 ottobre 2025Un libro che lascia il segno
Libro meraviglioso, una narrativa dura e cruda, come lo è la vita della protagonista. Non ci sono lieti fini, lo leggi tutto d'un fiato aspettando quella svolta che vorresti, ma che non arriva mai. Perché la vita di questa donna non è una favola, è la dura realtà di un popolo sopravvissuto a stenti alle due guerre, con tutto ciò che ci si trascina dietro, perché quel sacrificio e quella sofferenza non si possono cancellare. È una storia che parla di resilienza, di riscatto, di un popolo capace di rialzarsi come può, ma sempre con dignità. Mentre leggevo questo libro ho pensato tanto ai miei nonni, anch'essi nati sulle montagne, in tempi di guerra. Mi ha aiutato a comprendere la loro freddezza, la loro aridità. Bambini, poi ragazzi e infine uomini e donne nella cui vita non c'è mai stato spazio per l'amore. È un pugno nello stomaco, che lascia un segno indelebile.
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Ciro D’Onofrio 03 giugno 2025
Incuriosito dal grande passaparola che ha diffuso questo libro ho letto Promettimi che non moriremo, un libro che ha deluso tutte le mie aspettative. Una storia che sicuramente promette bene, che semina delle premesse interessanti ma incapace di decollare, incapace di avere un vero scatto di orgoglio letterario. Ho proseguito la lettura cercando e sperando in un sussulto che non è mai arrivato, ritrovandomi in un feuilleton inutilmente lungo, che a tratti ha dei toni patetici e melensi (come il titolo), che non arricchisce minimamente, né crea spunti di riflessione. Il consiglio rammaricato di una non lettura.
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