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Una stanza tutta per sé - Virginia Woolf - copertina
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Una stanza tutta per sé Virginia Woolf
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Descrizione

Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf viene invitata a tenere due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo". È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Il risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione, attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, dedicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per sé"? Si snoda così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta riflessione sulla condizione femminile. Un classico della scrittura e del pensiero. Con uno scritto di Marisa Bulgheroni.
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Dettagli

3
2013
Tascabile
5 giugno 2013
156 p., Brossura
9788807900600

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silvia_redfox
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Immensa Virginia.

“Mi sento invece di dire, brevemente e prosaicamente, che è molto più importante essere se stessi che tutto il resto. Non sognate di influire sugli altri, vi direi, se sapessi farlo con parole più eccitanti. Pensate alle cose come sono in sé.” È questo l’insegnamento finale che sta alla base di questo piccolo (ma grande) saggio di Virginia Woolf. Inizialmente nato dall’unione di due conferenze che la scrittrice fece in due istituti femminili nel 1928, venne in seguito trascritto e stampato per adattarlo alla pubblicazione. Il tema principale è il rapporto donna-romanzo: partendo dall’epoca elisabettiana, ripercorre la condizione della donna attraverso i vari secoli, incentrando l’analisi sull’evidente penuria di scrittrici femminili, passando anche per la rivoluzione che apportarono le quattro grandi autrici capisaldi della letteratura femminile: Jane Austen, Emily Brontë, Charlotte Brontë e George Eliot. Attraverso una profonda e lucida analisi della condizione della donna, ne è scaturito un excursus di stampo femminista ancora profondamente attuale. Mi sono arrabbiata con Virginia, pensando a come le donne siano state per la maggior parte delle volte zittite e represse e ho gioito delle conquiste che man mano, con molta fatica, sono riuscite ad ottenere. L’aveva predetto, la nostra Virginia, che dopo cento anni “la stanza tutta per sé” sarebbe stata più libera e vuota, in cui difficilmente il mondo sarebbe riuscito ad entrare. C’è ancora molta strada da fare, prima che sia completamente sgombera, ma sono sicura che ora Virginia si trovi ancora nella sua, di stanza, seduta su una poltrona a sorseggiare tè da una tazza di ceramica inglese, davanti ad una finestra della sua casa di Londra, circondata da libri e sorride dei traguardi che sta raggiungendo il genere femminile.

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Questo è un fantastico saggio che lega per iscritto, i salari femminili del femminismo e gli spostamenti culturali verso il successo. Mi è piaciuta molto la prospettiva di questo saggio - non si tratta solo di scrivere o di Bronte, ma di educazione e accesso per le donne oltre a molto altro. La scrittura è perspicace e coinvolgente e il ragionamento del saggio suona vero. Una stanza tutta per sé è un'ottima lettura per tutti: uomini e donne, nonché scrittori e non scrittori. Mentre a volte è denso e persistente, è uno sguardo approfondito a ciò che realmente va in una donna che scrive un libro di successo.

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Recensioni: 5/5

L'autrice ha inventato abilmente il personaggio di Judith Shakespeare per dimostrare che una donna con lo stesso talento di suo fratello William Shakespeare, non avrebbe mai potuto ottenere lo stesso successo in quel periodo. Anche se il talento era un elemento vitale del suo successo, perché le donne sono trattate in modo così diverso, una femmina Shakespeare avrebbe dovuto affrontare un futuro molto diverso da suo fratello. Judith alla fine si suicida nella fiction. Forse questo è un riflesso della lotta mentale interiore dell'autrice con la depressione maniacale, con la quale ha combattuto fin dalla tenera età. Ha finito la sua vita annegando. Si riempì le tasche di pietre e camminò nel fiume Ouse. È stata trovata poche settimane dopo. Un'enorme perdita per il mondo letterario.

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Virginia Woolf

1882, Londra

Nata il 25 gennaio 1882 e figlia di Leslie Stephen, celebre storiografo e critico, crebbe in un ambiente coltissimo, frequentato da artisti, letterati, storici e critici. Secondo le regole della buona società vittoriana, venne educata privatamente.Tramite il fratello Thoby, entrato a Cambridge nel 1899, strinse amicizia con i discepoli del filosofo G.E. Moore, gli «Apostoli» del Trinity College (tra essi B. Russell, G. Lytton Strachey, J.M. Keynes, L. Wittgenstein, E.M. Forster, D. Garnett, L. Woolf, C. Bell, R. Fry). Nel 1904 i fratelli Stephen si trasferirono nel quartiere di Bloomsbury, dove, intorno a Thoby (morto nel 1906), a Virginia e a sua sorella Vanessa, gli ex Apostoli di Cambridge formarono il gruppo che venne chiamato Bloomsbury set, destinato a dominare per...

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