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Recensioni The love hypothesis. Il teorema dell'amore

Recensioni: 5/5

Dottoranda in Biologia, Olive Smith crede nella scienza, non nell'amore. Non le è mai importato granché di avere una relazione e di sicuro non le importa di Jeremy, un ragazzo con cui è uscita un paio di volte in tutto. Si dà il caso, però, che lui piaccia da morire alla sua amica Anh, ed è proprio per convincere quest'ultima che Jeremy appartiene al passato che Olive una sera bacia il primo ragazzo incontrato in laboratorio, fingendo che sia il suo fidanzato. Costui, però, si rivela essere Adam Carlsen, giovanissimo professore sexy, noto per comportarsi sempre da tiranno con tutti. Per questo Olive rimane a bocca aperta quando lui accetta di reggerle il gioco con l'amica, rivelandosi una persona affascinante e gentile. All'improvviso, un appuntamento finto dopo l'altro, il mondo di Olive viene stravolto, tanto che è costretta a mettere il suo cuore sotto un microscopio e ad analizzare i suoi sentimenti per Adam. Riuscirà a comprendere che il teorema dell'amore non segue alcuna dimostrazione?


COME COMINCIA
Francamente, Olive era un po' indecisa sulla storia della specializzazione post lauream.
Non perché non le piacesse la scienza. (Le piaceva eccome. Amava la scienza. La scienza era la sua passione.) E nemmeno a causa della vagonata di ovvi spauracchi. Era consapevole che impegnarsi in anni e anni di settimane da ottanta ore lavorative, poco apprezzate e sottopagate, poteva non essere positivo per la sua salute mentale. Che le notti passate a sgobbare davanti a un becco Bunsen per scoprire una banale fetta di conoscenza potevano non essere il segreto della felicità. Che, forse, dedicare la mente e il corpo alle attività accademiche con rare pause per rubare bagel incustoditi poteva non essere una scelta saggia.
Ne era consapevole, eppure niente di tutto ciò la preoccupava. O forse sì. Un po'. Ma poteva affrontarlo. Era qualcos'altro a trattenerla dall'arrendersi al più famigerato e deprimente girone infernale (cioè un programma di dottorato). O meglio, che la trattenne finché non le fissarono un colloquio per un posto al dipartimento di Biologia di Stanford e non si imbatté nel Tipo.
Il Tipo di cui non capì mai davvero il nome.
Il Tipo che conobbe dopo essere entrata incespicando alla cieca nel primo bagno che trovò.
Il Tipo che le chiese: «Per curiosità, c'è una ragione specifica per cui stai piangendo nella mia toilette?»

)
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