Il condominio - James Graham Ballard - copertina
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Letteratura: Gran Bretagna
Il condominio
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Descrizione

Gli anni settanta, il boom edilizio, grattacieli che si alzano sempre più su, vite umane che si affastellano una sopra l’altra, un piano dopo l’altro, a centinaia. Ballard osserva i segni del mondo che corre e ce li restituisce in tutta la loro crudezza spietata. Un libro che capovolge il mito del progresso e mette a nudo i meccanismi perversi dell’animo umano.

«In un certo senso, la vita nel grattacielo aveva cominciato ad assomigliare a quella del mondo esterno: le stesse crudeltà e violenza celate entro una serie di cortesi convenzioni.»


Nella periferia di Londra, in una zona rispettabile e residenziale, sorge un altissimo condominio costruito secondo le tecnologie più avanzate. Dotato com’è di palestre, piscine, parrucchieri e negozi di ogni genere, sembra invitare gli abitanti a non uscire, a non badare al mondo caotico e impreciso che c’è là fuori. E così accade. I residenti si abituano alla comoda modernità che li circonda, almeno finché una serie di black-out e cortocircuiti lascia uno spiraglio aperto alla violenza. Nell’arco di pochissimo tempo, la pettinata borghesia del palazzo rivela il suo vero volto. E mentre il condominio inizia a strutturarsi secondo una rigida gerarchia sociale che vede i meno abbienti sotto e i più ricchi sopra, emergono bande rivali pronte a conquistare con la forza i punti strategici del grattacielo e affermare la propria superiorità. Ballard firma un romanzo tesissimo, subito divenuto di culto, in cui mostra il rovescio del progresso e la bruttura nascosta dietro convenevoli e cordialità. Ma Il condominio è anche una straordinaria lettura del presente, una metafora agghiacciante sul disagio che striscia sotto la pelle della nostra società.

Tropes e temi

Dettagli

Tascabile
14 aprile 2026
192 p., Brossura
9788807950896

Valutazioni e recensioni

  • Giorgio
    Umana Regressione

    Un gigantesco grattacielo di 40 piani è il microcosmo in cui l’autore descrive l’inesorabile sprofondare dei suoi abitanti verso una primitiva condizione di vita, fatta di una ferina violenza predatoria che, se in un primo momento, contribuisce a creare delle diverse tribù di appartenenza in base all’altezza dei piani di residenza, alla fine spinge molti a ricercare la solitudine di una presunta onnipotenza. Anche se un protagonista ambisce a conquistare i piani più alti partendo dal proprio appartamento ai primi piani, credo che più che metafora della lotta di classe, il romanzo voglia ribadire come l’uomo, ancorché civilizzato e modernizzato, continui a racchiudere in se i più bassi istinti animaleschi, pronti a sfociare nuovamente in antitesi della comoda agiatezza del vivere odierno. Scritto oltre cinquant’anni fa risulta quanto mai attuale!

  • Karol
    Sopravvalutato

    Il libro non mi è piaciuto. Non ho capito il messaggio da classico romanzo distopico che Ballard voleva dare, o meglio, credo di averlo capito, ma mi è sembrato di una banalità mostruosa: grandi comodità e tecnologie, quando vengono meno, portano alla luce gli istanti e le parti più primitive degli uomini, così occupati a distruggersi tra loro e a primeggiare, da non accorgersi che le donne, mansuete e disponibili, stanno in realtà prendendo il comando. Il libro non ha senso, non è ben trasposto il rapporto morboso degli inquilini con il condominio, ci si ritrova semplicemente a chiedersi perché non escano dal grattacielo, perché si lascino morire di fame. La scrittura è abbastanza scorrevole e questo permette di arrivare alla fine del libro senza estremi difficoltà, ma la trama è banale e con alcuni buchi. Anche questa contrapposizione tra Royal e Laing, che restano fermi nei loro piani, uno che parte come leader e poi finisce solitario, l'altro che parte da solo e poi si scopre capofamiglia, rispetto a Wilder e la sua ossessione di scalare il grattacielo, non ha nulla di sufficientemente interessante.

  • Caterina

    In questo romanzo la cortesia di facciata scompare non appena la gente si ritrova in situazioni scomode e lì mostrano il loro vero volto

Conosci l'autore

Foto di James Graham Ballard

James Graham Ballard

(Shanghai 1930 - Londra 2009) scrittore inglese. È autore di romanzi di fantascienza che preconizzano grandi catastrofi ecologiche e, sotto l’influenza della psicologia analitica junghiana, affrontano i temi dell’alienazione e della deviazione nelle metropoli: Vento dal nulla (The wind from nowhere, 1962), Deserto d’acqua (The drowned world, 1962), Crash (1973), L’isola di cemento (Concrete island, 1974), Il condominio (High-Rise, 1975), Le civiltà del vento (Law-flying aircraft, 1976). Da segnalare, nel filone apocalittico, il sofisticato e visionario Hello America (Hello, America, 1981) e il più tradizionale, autobiografico L’impero del sole (Empire of the sun, 1984), che ha avuto un seguito in La gentilezza delle donne (The kindness of women, 1991). Nella produzione più recente, i racconti...

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