Un capolavoro di Pavese, che l'autore amò e tenne sul comodino l'ultimo giorno della sua vita. Tra tutte le sue prose, la più poetica. Si tratta di 27 brevi dialoghi tra personaggi del mito, nei quali passano tutte le grandi domande dell'universo pavesiano. Il mito antico è rivissuto attraverso una sensibilità tutta novecentesca e i testi sono, sì, difficili, ma straordinariamente intensi. Lettura non consigliata sotto l'ombrellone ma da non perdere se si ama la buona letteratura
Ventisei dialoghi brevi ma carichi di tensione, suadenti eppur sconfinanti nel tragico, in cui gli dèi e gli eroi della Grecia classica (da Edipo e Tiresia a Calipso e Odisseo, da Eros e Tànatos a Achille e Patroclo) sono invitati a discutere il rapporto tra uomo e natura, il carattere ineluttabile del destino, la necessità del dolore e l'irrevocabile condanna della morte.
«Pavese si è ricordato di quand'era a scuola e di quel che leggeva... Ha smesso per un momento di credere che... la sfera mitica e il culto dei morti fossero inutili bizzarrie e ha voluto cercare in essi il segreto di qualcosa che tutti ricordano, tutti ammirano un po' straccamente e ci sbadigliano un sorriso...» – Sergio Givone
Un «capriccio serissimo», unico, in cui – come scrive nell'introduzione Sergio Givone – il mito è riproposto come «qualcosa di necessario», la cui poesia «ne rivela la cifra misteriosa e crudele». Completano il volume le note tratte dai manoscritti di Pavese e la presentazione da lui scritta per la prima edizione, la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia ragionata e l'antologia della critica.
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Edizione:2
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Anno edizione:2014
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I Dialoghi con Leucò testimoniano l’importanza del mito, dei simboli e delle origini. Questi dialoghi ambientati nell’epoca della Grecia Classica approfondiscono tematiche care a Pavese. Tra queste spicca il ritorno alle radici e ai luoghi dell’infanzia, considerato come un evento ineluttabile ma anche come una fase da superare per poter avere una possibilità di salvezza. La chiave poetica e lo stile coinvolgente offrono una nuova prospettiva sul mito e invitano a scoprire gli eroi e gli dei dell’antichità.
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ANTONIO MORBIDELLI 05 maggio 2016
Quest'opera di Pavese, mosca bianca tra i suoi romanzi e alcuni saggi, pesca a piene mani nel mondo dionisiaco e contraddittorio del mito, in quello che l'autore chiamava il "gorgo". Una lettura un po' ostica senza una guida che districhi la matassa della sua genesi e le ricche teorie che stanno alla base della sua stesura. Può comunque regalare momenti suggestivi e riflessioni anche nella semplice prima lettura di chi gli si avvicini senza alcuna introduzione.
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