Schietto, necessario e purtroppo ancora troppo attuale. Una lettura che consiglio a tutti.
L'evento
Annie Ernaux trasforma la propria storia in un documento necessario, in una presa di posizione contro il silenzio, nell'eco di una voce che interroga e denuncia.
Nel 1963 Annie ha ventitré anni, studia a Rouen, ha davanti a sé un futuro da costrui-re. Quando scopre di essere incinta, sa di non voler portare avanti la gravidanza. Ma l'aborto è illegale, vietato dalla legge e rimosso persino dal linguaggio. Nessun medico può o vuole aiutarla, nessuna istituzione la protegge. Per interrompere la gravidanza, deve muoversi nel sottobosco della clandestinità, tra false speranze e soluzioni pericolose. Il suo corpo diventa così un territorio da cui sembra bandita ogni autodeterminazione. Solo molti anni dopo, l'autrice decide di ripercorrere quel periodo con la precisione implacabile della sua scrittura. L'evento è il resoconto di un'esperienza solitaria e insieme universale, il racconto di un corpo che lotta per la propria libertà, il ritratto di un tempo in cui la scelta era negata, l'umiliazione sistematica, la sofferenza un fatto privato e inconfessabile. Ma la memoria non è mai solo individuale, e con la scrittura si fa testimonianza, necessità politica, sguardo sulla realtà.
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Autore:
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Anno edizione:2025
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Martina 01 maggio 2026Necessario
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FEDERICA 28 aprile 2026Particolare
"Dormivo di un sonno chiaro nel quale ero sicura di essere sveglia". Nella Francia degli anni '60 la giovane Annie, studentessa ligia al dovere e di sani principi, trasgredisce amaramente alle regole che la comunità dell'epoca impone rigidamente. Con "leggerezza", dona il suo corpo a un ragazzo che non la ama. Con la libertà e la scioltezza che una giovane donna dedica alle prime avventure amorose. Un istante però cambia per sempre le carte in tavola e il destino mischiandole ne perde alcune. I pezzi sparsi rappresentano lo stato d'animo di Annie quando scopre di essere incinta. Nulla di strano se non fosse che per la società, restare incinta fuori dal matrimonio e soprattutto non volere il bambino, rappresenta un'ingiuria, un peccato mortale da cui è impossibile ripulirsi. Annie lo sa, non è pronta ad accogliere una vita; eppure, il suo corpo diventa casa per quella creatura che resiste fino alla fine con le unghie e con i denti per restare attaccata alla vita. Sotterfugi, escamotage, tutto per cercare di cancellare un errore che difficilmente non lascia segni. Forse all' esterno ma all' interno tutto resta carne fresca, facendosi beffa delle cicatrici. Un libro condanna per la superficialità rivolta alle donne che pur essendo in grado di procreare non se la sentono. Lo definirei un racconto, un memoir di quell' "evento" per l'appunto. Qualcosa che non si schioda dalla mente ma resta attaccato, indelebile. Un ricordo corale, manieristico. Una sorta di impronta della propria vita che l'autrice ha voluto scolpire sulla carta.
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paola 25 aprile 2026necessario
Racconto autobiografico violento e potentissimo,Ernaux narra la sua esperienza di aborto clandestino nella Francia degli anni ’60. È un libro duro, ma necessario, che lascia addosso un senso di inquietudine e lucidità.
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