E' ironico come uno degli equivoci più diffusi - "il mostro Frankenstein" - esprima sinteticamente il nòcciolo della narrazione: una "mostruosa" spregiudicatezza ed esaltazione del potere dell'intelletto porta un uomo a sostituirsi a Dio nel creare la vita, solo per poi scoprirsi "mostruosamente" debole e limitato dinanzi all'orrore generato, tanto da abbandonarlo a se stesso; una creatura "mostruosamente" ingenua ed inconsapevole del mondo resa diabolica prima - vendicativa poi - dalla solitudine cui la sua apparente diversità sola l'aveva condannata; il gioco delle parti in cui, a turno, scienziato e creatura interpretano il ruolo di predatore - agli occhi della sua vittima, il "mostro" - e preda, fino all'annichilimento finale, perchè l'uno non può esistere senza l'altro, il suo opposto. Un capolavoro assoluto, geniale per il suo tempo e per questo, un classico intramontabile che merita di essere riscoperto, non fosse altro per i maltrattamenti subiti dal cinema, i quali hanno scolpito nell'immaginario collettivo un indebito polpettone drammatico (compresa la tanto acclamata versione di Del Toro) e trasformato la Creatura in un "mostro" di serie B
Frankenstein
Un capolavoro senza tempo che mette in scena il terrore della solitudine e l’arroganza della scienza: Frankenstein è la più umana delle storie mostruose.
"Uno spettro si aggira per l'immaginario collettivo, e questo spettro si chiama Frankenstein. Mary Shelley ha indubbiamente creato un capolavoro, ma anche una sorta di icona pop, divenuta proverbiale e versatile, tale da essere evocata nelle situazioni più impensate. [...] Da un lato Frankenstein suscita interesse come ipotesi sulla possibilità di un mortale di sostituirsi a Dio, o alla Natura, mentre dall'altro riporta alla luce ogni sentimento di orrore e di repulsione radicato nei più profondi recessi dell'animo umano. Sotto questo punto di vista, l'impatto dell'opera sul lettore è duplice, stimolandone allo stesso modo l'interesse così come le più cupe emozioni; il ritmo serrato dell'inseguimento assieme ai crimini perpetrati dal mostro contribuiscono ulteriormente a tenere alta la tensione, mentre il pericolo della cosiddetta "hideous progeny" - a cui la creatura potrebbe dare origine se dotata di una compagna della stessa specie - provoca le stesse paure generate dal dilagare di una pestilenza". (Dall'introduzione di Giorgio Borroni)
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Edizione:3
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Anno edizione:2013
Frankenstein
Siamo nel 1816 e in una villa sulle rive del lago di Ginevra si incontrano poeti e letterati. É un'estate particolarmente piovosa, quindi per trascorrere il tempo, gli ospiti decidono che ogni sera, a turno, leggeranno un racconto del terrore e mistero. Mary è l'ultima a consegnare il suo racconto e tutti ne rimangono estasiat e stupefatti. Quella che inizia come un'avventura si trasforma poi in una vicenda che sprigiona paura, terrore, rabbia e vendetta. Il racconto che Mary consegna è Frankenstein. Qui nell'edizione Feltrinelli.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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ErMan79 08 aprile 2026Un classico intramontabile ed imperdibile
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Francesca 10 marzo 2026classico
Frankenstein di Mary Shelley è un classico intramontabile della letteratura gotica e della fantascienza, che esplora i limiti della conoscenza, la responsabilità e la solitudine. La storia segue Victor Frankenstein, giovane scienziato ossessionato dalla creazione della vita, e la creatura che dà vita: un essere dotato di sensibilità e intelligenza, ma respinto e condannato alla sofferenza dal mondo e dal suo stesso creatore. Shelley affronta temi profondi come l’etica scientifica, il desiderio di potere, la marginalità e l’empatia, con una prosa intensa e coinvolgente. Il romanzo resta potente ancora oggi, capace di suscitare riflessioni sul ruolo della scienza, la natura umana e le conseguenze delle nostre azioni.
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jor jor well 07 marzo 2026Un classico da avere!
Libro fantastico, ne consiglio vivamente la lettura.
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