scritto da una ragazza di diciannove, un’opera gotica, poetica e profondamente contemporanea dal cuore dolente e che ha inaugurato la letteratura dell’orrore moderna. Quando scrisse Frankenstein, Mary Shelley aveva già perso una madre (la filosofa Mary Wollstonecraft), una figlia neonata, e viveva con Percy Shelley, che aveva lasciato moglie e figli per scappare con lei. Era sola, giovane, incinta, e immersa in un’epoca – la Rivoluzione industriale – in cui la scienza sembrava voler dominare anche la vita. Scrivere quel romanzo fu un atto di resistenza e anche un atto di dolore. Frankenstein è un libro sulla creazione, sulla perdita, sulla colpa. Perchè rileggere Frankenstein? Perchè il vero orrore, ieri come oggi, non è nella creatura, ma nell’abbandono. Nell’indifferenza. Nella paura di accogliere ciò che è diverso. Che sia un figlio, un amore, o un’idea.
Frankenstein
Un capolavoro senza tempo che mette in scena il terrore della solitudine e l’arroganza della scienza: Frankenstein è la più umana delle storie mostruose.
"Uno spettro si aggira per l'immaginario collettivo, e questo spettro si chiama Frankenstein. Mary Shelley ha indubbiamente creato un capolavoro, ma anche una sorta di icona pop, divenuta proverbiale e versatile, tale da essere evocata nelle situazioni più impensate. [...] Da un lato Frankenstein suscita interesse come ipotesi sulla possibilità di un mortale di sostituirsi a Dio, o alla Natura, mentre dall'altro riporta alla luce ogni sentimento di orrore e di repulsione radicato nei più profondi recessi dell'animo umano. Sotto questo punto di vista, l'impatto dell'opera sul lettore è duplice, stimolandone allo stesso modo l'interesse così come le più cupe emozioni; il ritmo serrato dell'inseguimento assieme ai crimini perpetrati dal mostro contribuiscono ulteriormente a tenere alta la tensione, mentre il pericolo della cosiddetta "hideous progeny" - a cui la creatura potrebbe dare origine se dotata di una compagna della stessa specie - provoca le stesse paure generate dal dilagare di una pestilenza". (Dall'introduzione di Giorgio Borroni)
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Edizione:3
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Anno edizione:2013
Frankenstein
Siamo nel 1816 e in una villa sulle rive del lago di Ginevra si incontrano poeti e letterati. É un'estate particolarmente piovosa, quindi per trascorrere il tempo, gli ospiti decidono che ogni sera, a turno, leggeranno un racconto del terrore e mistero. Mary è l'ultima a consegnare il suo racconto e tutti ne rimangono estasiat e stupefatti. Quella che inizia come un'avventura si trasforma poi in una vicenda che sprigiona paura, terrore, rabbia e vendetta. Il racconto che Mary consegna è Frankenstein. Qui nell'edizione Feltrinelli.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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ALESSIA 20 febbraio 2026il vero orrore non è nella creatura, ma nell’abbandono.
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Simone 19 novembre 2025
Avendo già visto l'iconico film mi aspettavo una storia completamente diversa da ciò che poi mi sono ritrovato a leggere, forse il mio problema sono state anche le aspettative molto alte.
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Pancef 04 agosto 2025Il mostro che non sa di essere umano
Molto più della storia di un mostro e del suo creatore, dentro Frankenstein c'è senso della vita, solitudine, voglia di decifrare e comprendere l'animo umano, c'è la nostra paura del diverso, c'è la nostra incapacità di guardare al cuore di qualcuno fermandoci tristemente alla sua copertina; e purtroppo il mostro si rivela tristemente più umano anche nella sua rabbia, quando è da tutti allontanto, la sua non è una reazione da mostro bensì da umano, ma a quel punto, quando tutto è compromesso, è difficile riscoprirsi umano.
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