L'imperatore di Atlantide di Viktor Ullmann e Petr Kien. Testo tedesco a fronte
L’imperatore di Atlantide è una breve opera lirica composta da Viktor Ullmann e Petr Kien nel 1943-44, mentre erano prigionieri del ghetto di Terezín. Si trattava di un ghetto “modello”, abbellito in occasione dell’ispezione della Croce Rossa Internazionale del 1944 per ingannare la delegazione sulle condizioni degli ebrei nel Reich. Una vera e propria “messa in scena” nel consueto stile perfidamente beffardo dei nazisti, in cui gli i prigionieri, quasi tutti intellettuali e artisti, venivano costretti a fingere una vita normale tra caffè, concerti, teatri, scuole e biblioteche, prima di essere caricati su una tradotta e portati ad Auschwitz. L’opera è tuttavia un vero e proprio atto di resistenza. Ullmann e Kien reinterpretarono infatti un mito caro ai nazisti, quello di Atlantide, paradiso perduto della purezza ariana, inscenandone profeticamente il crollo e la sconfitta. In questo volume – che presenta il testo del libretto in traduzione con l’originale tedesco a fronte –, Enrico Pastore racconta la storia dei due autori, illustra il contesto del ghetto di Terezín e analizza il valore artistico dell’opera, mentre a Marida Rizzuti è invece affidata l’analisi della partitura.
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Anno edizione:2019
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