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Ossi di seppia - Eugenio Montale - copertina
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Descrizione

"Ossi di seppia" è un grande classico, una tappa esistenziale nel cammino della poesia europea del Novecento, un'opera in cui la tensione ininterrotta del pensiero si esprime nella sintesi di uscite folgoranti, ma anche nell'articolarsi per immagini della meditazione lirica. Il libro si propone come strumento non solo di lettura ma anche di approfondimento e studio degli "Ossi di seppia". Il testo, corredato da un cappello introduttivo e da un commento a cura di Pietro Cataldi e Floriana d'Amely, è infatti accompagnato dall'importante saggio di uno dei nostri maggiori critici, Pier Vincenzo Mengaldo da un profilo biografico dell'autore, da una bibliografia sull'opera e da un intervento di un poeta e critico come Sergio Solmi.
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Dettagli

2
2016
Tascabile
24 maggio 2016
CXXIII-268 p., Brossura
9788804668275

Valutazioni e recensioni

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Salvatore
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Consiglio!

Superato, almeno in parte, l'ostacolo linguistico, il testo si rivela per quello che è: la maggiore raccolta di poesie italiane del Novecento, sicuramente la più popolare. Il paesaggio della Liguria come fiera rappresentazione dell'anima moderna e sofferente. I muretti a secco, i cocci di bottiglia, le reti e i loro buchi, gli ossi di seppia. Immagini entrate nell'immaginario collettivo, le ultime probabilmente giunte dalla porta della poesia nell'anima degli italiani.

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Romana Giaffei
Recensioni: 5/5

Pubblicata per la prima volta nel 1925 ( da Piero Gobetti a Torino ), la raccolta "Ossi di seppia" è a buon diritto considerata una pietra miliare della poesia italiana del Novecento. È evidente già da una prima lettura che Eugenio Montale, talentuoso autodidatta, intende svecchiare quella tradizione incentrata prevalentemente sulla retorica e sugli effetti estetizzanti, proponendo pertanto nuovi moduli compositivi. Si consideri a tal proposito la poesia-manifesto "I limoni" che nell' incipit recita : «Ascoltami, i poeti laureati / si muovono soltanto fra le piante / dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. / Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi / fossi ..." In tutta l'opera il riferimento, il confronto antitetico, per certi aspetti parodistico, con l' Alcyone di D'Annunzio è fin troppo chiaro. Infatti il poeta genovese, rifiutando superomismo, vitalismo e panismo, intende piuttosto, attraverso la descrizione fenomenica e la rievocazione emotiva dell'aspro nonché particolarmente familiare paesaggio ligure delle Cinque Terre, estrinsecare ( anche in virtù di tecniche allusive ) tematiche esistenzialiste, relative all'aspetto negativo e angoscioso della vita, affrontandole, talora, persino con distaccata ironia. Mentre osserva, egli esprime di volta in volta stupore, scetticismo, smarrimento, sofferenza. Ad esempio nel pomeriggio estivo immortalato in "Meriggiare pallido e assorto" l'autore alterna, in un rapporto di apparente attrazione-repulsione, elementi incantevoli a numerosi dettagli scabri o comunque poco idillici. Il " male di vivere " ( arginabile con la filosofica "divina Indifferenza") oltreché nell'omonimo componimento è variamente affrontato anche in altri testi, tanto da costituire una sorta di comune denominatore: l'esperienza maturata diventa occasione per analizzare e oggettivare la tragicità della condizione umana e, in senso lato, di tutte le espressioni naturali ; la poesia è lo strumento congeniale per tentare di decodificare e interpretare aspetti che, per la loro complessità intriseca, sono comunque destinati a rimanere inestricabili. Tuttavia, il pessimismo montaliano non è mai banale rassegnazione ma una responsabile presa di coscienza sulla nostra precarietà, frammentarietà, residualità (come sintetizza simbolicamente il titolo dell' intera opera, ripreso da un' espressione di origine dannunziana); l'autore compie una realistica demitizzazione, un'acuta e personale indagine speculativa che prevede la possibilità di scoprire, seppur provvisoriamente, "il filo da disbrogliare" ( v. "I limoni", v.28) oppure l'occasione di imbattersi in epifaniche rivelazioni (ad es. in "Cigola la carrucola del pozzo" ). In altre liriche, poi, egli dà ampio spazio a particolari ed emblematici ricordi legati a persone, vere o immaginarie ( ad es. in "Falsetto" o in "Arsenio" ). Contestualizzando, possiamo cogliere la volontà del poeta di denunciare, con uno stile antieloquente ma sicuramente profondo e stratificato, la crisi psicologica dell'uomo moderno, lo sfaldamento delle certezze e la volontà di non ricorrere a spiegazioni soprannaturali; inoltre, rifuggendo il ruolo di poeta-vate e dichiarando l'incapacità di offrire risposte risolutive ( come ammette in "Non chiederci la parola ..." ), Montale registra, di conseguenza, l'affievolimento del ruolo sociale della poesia stessa.

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silvana pulice
Recensioni: 5/5

Prima raccolta poetica di Eugenio Montale, Ossi di Seppia si configura come un manifesto poetico e letterario per l'autore ligure. Qui sono presentate tematiche importanti, poi ampiamente sviluppate nei lavori successivi, ma che bastano, da sole, ad avere un quadro iniziale della poetica montaliana. I componimenti sono di varia lunghezza e struttura, così come varie sono le tematiche affrontate. Vale la pena leggere questo grande capolavoro lirico, vale la pena inebriarsi di poesia e di bellezza oggi, per tenere lontana la minaccia del disincanto.

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Eugenio Montale

1896, Genova

12 ottobre 1896 - 12 settembre 1981Nato da una famiglia di commercianti, frequentò le scuole tecniche e intraprese studi di canto che dovette interrompere nel ’17 per andare al fronte come ufficiale di fanteria. Tornò dopo la guerra a Genova, dove cominciò a dedicarsi agli studi di poesia e a frequentare gli ambienti letterari. Nel ’27 andò a Firenze per lavorare prima presso la casa editrice Bemporad e dal ’28 come direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux, incarico che dovette lasciare dieci anni dopo perché non iscritto al partito fascista: d’altronde Montale aveva già mostrato il suo dissenso verso il regime, firmando, nel 1925, il manifesto degli intellettuali antifascisti promosso da B. Croce. A Firenze...

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