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L' agenda rossa di Paolo Borsellino
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L' agenda rossa di Paolo Borsellino - Sandra Rizza,Giuseppe Lo Bianco - copertina
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L' agenda rossa di Paolo Borsellino Sandra Rizza,Giuseppe Lo Bianco
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Descrizione

Lo Bianco e Rizza ricostruiscono i drammatici ultimi 56 giorni di Paolo Borsellino con l'aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti e di ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari.

Molto è stato detto per celebrare la figura eroica di Paolo Borsellino. Molto poco invece si sa degli ultimi 56 giorni della sua vita, dalla strage di Capaci all'esplosione di via d'Amelio, quando qualcuno decide la sua condanna a morte. Lo Bianco e Rizza ricostruiscono quei giorni drammatici con l'aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti e di ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. E ci restituiscono le pagine dell'agenda scomparsa nell'inferno di via d'Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti. Qualcuno si affrettò a requisirla: troppo scottante ciò che il magistrato aveva annotato nella sua corsa contro il tempo, giorno dopo giorno. Chi incontrava? Chi intralciava il suo lavoro in Procura? Quali verità andava scoprendo? E perché, lasciato solo negli ultimi giorni della sua vita, disse: "Ho capito tutto... mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia... Forse saranno mafiosi quelli che materialmente, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"?
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Dettagli

2017
Tascabile
28 giugno 2017
256 p., Brossura
9788861909786

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Marta Spadaro
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Il libro si presenta come un diario, giorno dopo giorno, delle vicende di Giovanni Falcone e soprattutto di Paolo Borsellino. Racchiude tanti dettagli: le chiamate, i discorsi in famiglia, gli incontri,... Dona al lettore una visione a 360 gradi di quello che successe nelle loro vite, e di conseguenza nella nostra in quanto società. Un libro con tematiche così serie, pieno di nomi e di storie che si incrociano, ha un grande punto a suo favore: la scorrevolezza data proprio dalle pagine di diario. Il racconto di una data non occupa mai più di 2 pagine. Complimenti al grande lavoro che c'è stato dietro. È da leggere assolutamente. (Marta,17 anni, Roma)

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Mauro Magrì
Recensioni: 5/5

L'agenda rossa non è altro che la narrazione de "il fatto quotidiano della Mafia"; l'unico modo per combattere quest'ultima è non smettere mai di parlarne...in parallelo anche il libro rosso di Jung corrisponde a una riproduzione simbolica di un universo altro, popolato di immagini interiori che provengono da un aldilà mitico, in cui si caricano di una potenza numinosa che le rende a un tempo guaritrici e pericolose: operatori magici di forze psichiche autonome che solo attraverso un corpo a corpo con l'inconscio è possibile neutralizzare e incanalare in un percorso terapeutico. Quella che Jung chiamerà più tardi "immaginazione attiva", è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì per suscitare i contenuti archetipici della psiche. Con il suo tesoro di esperienze iniziatiche e meditazioni sapienziali il "Libro rosso" si situa dunque al centro di una straordinaria sperimentazione che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. La sua pubblicazione, a distanza di quasi cinquant'anni dalla morte di Jung, ha segnato un punto di svolta negli studi sulla psicologia analitica. La presente edizione riproduce integralmente il testo, senza le tavole dipinte con cui Jung illustrò la sua "discesa agli inferi

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Recensioni: 5/5

Sono le parole di una delle tante vedove di uomini coraggiosi, malpagati, ridotti a brandelli assieme ad altrettanti uomini coraggiosi e leali che pur sapendo a cosa andavano incontro non si sono tirati indietro. Borsellino in questo libro dice "è arrivato il tritolo per me, la cosa che mi arreca maggior dolore (rivolgendosi alla sua scorta) è che siete coinvolti anche voi". Si potrebbe discutere sulla qualità della blindatura e il tipo di auto, quando altri personaggi molto meno a rischio dispongono di mezzi superblindati e costosissimi, purtroppo nonostante la falsa realtà che ci raccontano non ci vuole molto a capire che ad un certo momento, questi uomini coraggiosi, leali in divisa e non, si ritrovano nella solitudine estrema. Nella mia ignoranza storica credevo che i problemi di questo paese fossero iniziati nel dopoguerra, purtroppo mi sono dovuto ricredere,dopo aver letto un altro libro a di poco eccezionale" Intrighi D' Italia 1861-1915 Dalla morte di Cavour alla grande guerra: le trame nascoste che non ci sono sui libri di storia". Mentre leggevo mi sono posto una domanda, se avevo tra le mani un testo che parlava di fatti avvenuti nel 1861 oppure un libro scritto e venduto nel 2014, tale era la tipologia dei fatti, personaggi, misteri nascosti, che fanno parte del nostro quotidiano. Per me la parola "speranza" è fonte della vita, purtroppo secondo il mio umile punto di vista noi come popolo, cittadini non possiamo, non abbiamo gli strumenti, non siamo in grado di cambiare niente affinché cambi qualcosa in questo paese. Una frase " divertente" sulle tasse riportata sul libro di Cavour ('vale più il somaro del contadino perché produce reddito, che il cavallo del ricco che è solo una spesa'). L'agenda rossa di Paolo Borsellino è un libro che consiglio a tutti di leggere, perché fa bene al cuore rispolverare dalle coscienze che ci sono stati e ci saranno sempre uomini e donne che doneranno il bene più prezioso, la loro vita, per un ideale, per dei valori. Con coraggio e dovere.

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Sandra Rizza

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Per un decennio cronista giudiziaria all’Ansa di Palermo, ha imparato il mestiere negli stanzoni de «L’Ora» di Palermo, negli anni caldi della guerra di mafia, passando presto dalle cronache di ordinaria marginalità sociale alla cronaca nera e giudiziaria.Ha collaborato con «il manifesto» seguendo le udienze del maxiprocesso, e firmando servizi di approfondimento sul tema del garantismo, sul pentitismo e sugli aspetti «sociologici» del fenomeno mafia, a partire dal ruolo delle donne all’interno dei clan.Ha collaborato con «La Stampa», ed è stata corrispondente dalla Sicilia del settimanale «Panorama» negli anni delle stragi 1992-93. Oggi collabora con «MicroMega» e «il Fatto Quotidiano».Ha...

Giuseppe Lo Bianco

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Cronista giudiziario da ventitré anni, ha lavorato al «Giornale di Sicilia» e a «L’Ora» negli anni caldi della guerra di mafia, dal blitz del settembre 1984 dopo le dichiarazioni di Buscetta, che originò il primo maxiprocesso alle cosche, ai misteri delle stragi mafiose, ai processi Andreotti e Contrada.È convinto che sia riduttivo continuare a definire mafia un sistema democraticamente rappresentato, che costituisce la prima, autentica, emergenza del paese.Oggi collabora con «il Fatto Quotidiano» e con «MicroMega». Corrispondente de «L’espresso» dalla Sicilia, ha scritto con Franco Viviano La strage degli eroi (Edizioni Arbor 1996). Con Sandra Rizza, Rita Borsellino. La sfida siciliana (Editori Riuniti...

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