Vi siete mai chiesti che differenza ci sia tra un astronauta e un cosmonauta? Non vi è alcuna differenza professionale o tecnica, ma la distinzione è nata per motivi storici e di competizione geopolitica durante la Guerra Fredda. Mentre l'Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos) ha mantenuto la dicitura cosmonauta, la NASA e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) preferiscono usare il termine astronauta (dal greco astron, stella, e nautes, navigatore). Un piccolo cavillo storico che però prevede alloggi differenti, scorte alimentari differenti e persino un bagno differente! Il romanzo è ambientato interamente a bordo di una stazione spaziale in orbita attorno alla Terra: quattro astronauti e due cosmonauti sono i protagonisti dell’ultima missione prima che venga smantellata. Il tema centrale non è l’avventura spaziale tipica della fantascienza, bensì l’osservazione del “silenzioso pianeta blu” da una prospettiva privilegiata. Le sedici orbite che scandiscono i capitoli del libro corrispondono alle 24 ore vissute sulla stazione orbitante: sedici albe e sedici tramonti segnano la giornata dei sei astronauti, impegnati in test e ricognizioni in assenza di gravità. L’aspetto più interessante del romanzo è il rapporto con il nostro pianeta. Astronauti e cosmonauti sono fisicamente lontani, ma la loro mente resta legata alla Terra, alle loro famiglie e ai loro affetti. È un costante essere sospesi tra due mondi: da un lato la nostalgia per una vita che continua senza di loro, dall’altro la consapevolezza di trovarsi in un luogo unico, irraggiungibile per la maggior parte delle persone. Nel romanzo viene resa molto bene la tensione tra il desiderio di appartenenza e l’inevitabile distacco. A differenza di altre storie, ho avuto difficoltà a empatizzare con i personaggi: li ho percepiti distanti e talvolta “piatti”. Nonostante l’idea di partenza sia indubbiamente stimolante e affascinante, l’evoluzione della storia non mi ha particolarmente coinvolto.
Orbital
Libro vincitore del Booker Prize 2024
Orbital è un'elegia alla bellezza dell'universo e del nostro pianeta, una fotografia nitida e luminosa delle relazioni tra esseri umani in cerca di salvezza.
«Elegante ed essenziale, questo romanzo è una lettura che fa riflettere.» - Kirkus Review
«Il Moby Dick dei cieli.» - The New Yorker
«In Orbital, la scrittrice Samantha Harvey racconta la Terra vista da 400 chilometri di distanza con una voce lirica ma asciutta, appassionata, dolente.» - La Lettura
«Se i romanzi appaiono quando si ha bisogno di loro, questo un suo scopo lo ha: suggerire una prospettiva a un mondo che una prospettiva sembra non avercela più.» - Laura Pezzino, Tuttolibri
«Incredibile come Harvey riesca a rendere tangibile la bellezza e la fragilità della Terra, vista da migliaia di kilometri di distanza, tanto da farla diventare un personaggio a sé, con la sua presenza costante e lontana a scatenare negli astronauti un senso di nostalgia e riverenza.» - Carlotta Vissani, Il Fatto Quotidiano
Sei astronauti viaggiano in orbita attorno alla terra, nell'ultima missione da compiere a bordo della stazione spaziale prima che venga smantellata. Vengono dall'America, dalla Russia, dall'Italia, dalla Gran Bretagna e dal Giappone, e hanno lasciato le loro vite dietro di sé per osservare la terra muoversi sotto di loro. Li vediamo nei brevi momenti di intimità in cui ricevono notizie da casa, contemplano le loro foto, preparano pasti disidratati, dormono a mezz'aria in assenza di gravità. E soprattutto, siamo con loro mentre studiano il silenzioso pianeta blu, su cui scorre intensa la vita da cui sono esclusi.
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Autore:
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Lettere_d_inchiostro 19 giugno 2026Dichiarazione d’amore al pianeta Terra
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Lory 26 maggio 2026Particolare
Mi aspettavo un romanzo, ma non lo è e forse per questo mi ha un po' delusa, molti spunti di riflessione, una visione del mondo con uno sguardo da lontano.. Particolare..ma forse da leggere nel momento giusto
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Rock70 18 maggio 2026Elogio della bellezza
Orbital Bellissimo. Intenso. Appassionante. Quando segui un suggerimento di lettura del tuo podcast preferito e sai già di non comprare un libro di fantascienza ma scopri, con immensa sorpresa, di trovarti davanti a un libro sull’amore, sui legami umani, sull’attaccamento alla vita. Quattro astronauti e due cosmonauti (i cosmonauti sono la stessa cosa degli astronauti ma di nazionalità russa) compiono sedici orbite intorno alla Terra all’interno di una stazione lunare. Un viaggio in cui la dimensione spazio/temporale assume tratti affatto nuovi dilatando e perfino smontando ogni preesistente certezza. È il racconto sorprendente dell’atlante geografico visto da una prospettiva diversa, illuminato da una luce nuova e fatto di colori quasi del tutto sconosciuti. È una sorta di confessione collettiva nella quale emergono la struggente nostalgia per ciò che è rimasto a terra e un delicato sapore malinconico per tutto ciò che è appartenenza e, quindi, essenza stessa. Sei persone nel buio scintillante dell’infinito che si fa eternità e benché infagottate nelle loro goffe e ingombranti tute spaziali si mettono a nudo raccontando il cielo che si fa spazio. Voto 9
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