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La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite
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La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite - Byung-Chul Han - copertina
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La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite Byung-Chul Han
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Descrizione


Byung-Chul Han, tra i pensatori piú importanti e piú letti dei nostri tempi, affronta con stile nitido e conciso una delle fratture al cuore della società di oggi: la paura del dolore.

«In un testo che a molti suonerà assai discutibile, Han propone una critica fondamentale della priorità sanitaria nell'emergenza pandemica e un'altrettanto fondamentale rivalutazione del dolore» - Marco Ventura, la Lettura

Il mondo contemporaneo è terrorizzato dalla sofferenza. La paura del dolore è cosí pervasiva e diffusa da spingerci a rinunciare persino alla libertà pur di non doverlo affrontare. Il rischio, secondo Han, è chiuderci in una rassicurante finta sicurezza che si trasforma in una gabbia, perché è solo attraverso il dolore che ci si apre al mondo. E l'attuale pandemia, argomenta il filosofo tedesco-coreano, con la cautela di cui ha ammantato le nostre vite, è sintomo di una condizione che la precede: il rifiuto collettivo della nostra fragilità. Una rimozione che dobbiamo imparare a superare. Attingendo ai grandi del pensiero del Novecento, Han ci costringe, con questo saggio cristallino e tagliente come una scheggia di vetro, a mettere in discussione le nostre certezze. E nel farlo ci consegna nuovi e piú efficaci strumenti per leggere la realtà e la società che ci circondano.

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Dettagli

2021
16 febbraio 2021
80 p., Brossura
9788806248673

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 Sophie
Recensioni: 4/5

Byung-Chul Han ha un'acutezza che sorprende ogni volta. Unico punto negativo del libro sono le pagine in cui si fa riferimento al covid: ho trovato che qui l'autore si sia concentrato solo su un aspetto tralasciando degli argomenti importanti e ciò fa sì che il discorso che ne viene fuori relativamente a questa parte sia debole e poco convincente. Per il resto un ottimo saggio!

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AmaliaMe
Recensioni: 5/5
Fa riflettere

Lettura frammentata, da far sedimentare e rileggere. Fa sicuramente riflettere sulla trasformazione dei sentimenti umani e sulla paura del dolore. La pandemia è un esempio concreto che aiuta a rafforzare la tesi. Consiglio.

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alida airaghi
Recensioni: 4/5

Sette capitoli del libro sono dedicati a una vera e propria ermeneutica del dolore, di cui si enuclea l’insensatezza, l’astuzia, la verità, la poetica, la dialettica e l’ontologia. Byung-Chul Han ne cerca tracce definitorie nella letteratura e nella filosofia universale: Valéry, Freud, Santa Teresa d’Avila, Andersen, Benjamin, Jünger, Weizsäcker, Butor, Celan, Heidegger, Nietzsche, Pearce. Nel mondo attuale il dolore sembra aver perso il significato di catarsi, di conoscenza interiore, di preghiera, di riscatto dalla colpa, di relazione con Dio, di possibilità di racconto, di vincolo o desiderio, di legame solidale con il prossimo, di disciplina, di sensibilità artistica, di contatto con la realtà: è diventato semplicemente inutile, privo di giustificazione, intollerabile, fallimentare. “Non disponiamo piú di nessi di senso, narrazioni, istanze superiori o scopi in grado di abbracciare il dolore e renderlo sopportabile… Viviamo in una società della positività che tenta di sbarazzarsi di tutto ciò che è negativo”, imponendo una sorta di dittatura del benessere, della felicità e dell’ottimismo permanente, da perseguire in ogni campo. Il dolore, interpretato come segno di debolezza e passività, va nascosto o eliminato in nome dell’ottimizzazione delle prestazioni, perché non compatibile con le performance pretese dalla società. Il dover piacere diventa un imperativo, il “like” assurge a emblema dell’approvazione generale. In tale nuova “cultura della compiacenza”, anche l’arte e la politica sono obbligate a conformarsi al gusto generale che ostracizza e condanna qualunque dissidenza o dissonanza, incoraggiando il conformismo e l’adeguamento alle esigenze dell’economia e del mercato. Byung-Chul Han ha scritto con stile asciutto e piano più un pamphlet giornalistico che un testo filosofico, ma stimolante e di facile lettura.

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Byung Chul Han

1959, Seul

Byung-Chul Han, nato a Seul, è considerato uno dei più interessanti filosofi contemporanei. Già docente di Filosofia e Teoria dei Media presso la Staatliche Hochschule für Gastaltung di Karlsruhe, insegna ora Filosofia e Cultural Studies alla Universität der Künste di Berlino, ed è autore di saggi sulla globalizzazione e l’ipercultura. Per nottetempo ha pubblicato La società della stanchezza (2012), Eros in agonia (2013) La società della trasparenza (2014), Nello sciame. Visioni del digitale (2015), Psicopolitica. Il neoliberismo e le nuove tecniche del potere (2016) e L'espulsione dell'altro (2017). Nel 2021ha pubblicato con Einaudi La società senza dolore. 

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