- Anno di fondazione: 1969
- Specializzazione: Giallo e noir, narrativa italiana e straniera
- Collane di riferimento: La memoria, Il divano, Il contesto
- Autori rappresentativi: Andrea Camilleri, Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Alicia Giménez-Bartlett, Dario Ferrari
Sellerio è una delle case editrici indipendenti più riconoscibili del panorama italiano. Fondata a Palermo nel 1969 da Elvira Giorgianni ed Enzo Sellerio, è nata in un ambiente culturale nel quale ha avuto un ruolo fondamentale Leonardo Sciascia, insieme all'antropologo Antonino Buttitta. Fin dagli esordi il progetto ha sviluppato un'identità profondamente legata alla Sicilia ma tutt'altro che provinciale, aprendosi alla letteratura italiana e internazionale, alla storia, alla saggistica e soprattutto alla riscoperta di testi dimenticati.
Uno dei momenti decisivi nella costruzione dell'identità Sellerio è arrivato nel 1979 con la nascita de La memoria, ideata con la consulenza di Leonardo Sciascia, che ne scelse anche il nome. La celebre "collana blu" nasce con un'idea allora piuttosto originale: pubblicare libri destinati innanzitutto al piacere della lettura, recuperando opere dimenticate e affiancandole a testi nuovi, senza rigide distinzioni tra narrativa, storia, critica e intervento culturale. Altrettanto innovativa è stata la cura dell'oggetto libro: piccolo formato quasi quadrato, sovraccoperta blu in carta vergata e un'opera d'arte incorniciata al centro della copertina. Una formula estetica rimasta pressoché inconfondibile e diventata essa stessa parte dell'identità Sellerio.
Il rapporto con Leonardo Sciascia è stato fondamentale non soltanto per la nascita e la definizione del catalogo, ma anche per quella particolare idea di editoria fatta di curiosità, recuperi e libri apparentemente minori capaci di illuminare grandi questioni storiche e civili. Non è casuale che il sito Sellerio citi proprio Il caso Moro tra gli esempi della libertà con cui La memoria ha attraversato narrativa, storia e polemica politico-culturale.
Un capitolo imprescindibile è quello dedicato ad Andrea Camilleri. Il rapporto con Sellerio è iniziato ben prima della nascita del commissario Montalbano: la casa editrice ha pubblicato La strage dimenticata nel 1984 e successivamente romanzi come La stagione della caccia (Sellerio, 1992) e Il birraio di Preston (Sellerio, 1995). Nel 1994 è arrivato La forma dell'acqua (Sellerio, 1994), prima indagine di Salvo Montalbano, dando inizio a uno dei maggiori fenomeni editoriali italiani contemporanei. La serie è proseguita per oltre venticinque anni fino a Riccardino (Sellerio, 2020), capitolo conclusivo che Camilleri aveva predisposto affinché fosse pubblicato dopo la propria morte. Il successo di Camilleri ha contribuito anche a rafforzare una delle anime oggi più riconoscibili del catalogo: il giallo e il noir. Sellerio ha costruito intorno al genere una proposta molto personale, nella quale l'indagine diventa spesso uno strumento per raccontare territori, società e personaggi. Accanto a Camilleri figurano autori come Antonio Manzini, creatore del vicequestore Rocco Schiavone, Marco Malvaldi con la banda del BarLume, Alicia Giménez-Bartlett, autrice della serie con l'ispettrice Petra Delicado, insieme a numerose altre voci italiane e internazionali del poliziesco contemporaneo.
Sellerio ha così sviluppato un'identità difficilmente confondibile con quella di qualsiasi altro editore: la riconoscibilità grafica dei suoi libri, la dimensione artigianale, la ricerca di testi dimenticati e la capacità di trasformare una narrativa colta e spesso appartata in letteratura per un pubblico vastissimo.
Accanto alla fortissima identità legata al giallo, Sellerio ha saputo conquistare il pubblico anche con grandi romanzi della narrativa internazionale contemporanea. Emblematico è il caso di Hanya Yanagihara e del monumentale Una vita come tante (Sellerio, 2016), successo mondiale diventato negli anni un autentico fenomeno di culto anche in Italia, sostenuto da un intenso passaparola tra i lettori e social community. Più recente è Max, Mischa e l'offensiva del Tet (Sellerio, 2026) del norvegese Johan Harstad, imponente "romanzo mondo" di oltre 1200 pagine, già divenuto negli anni un caso letterario internazionale e vincitore nel 2018 del Premio Europeo per la Letteratura nei Paesi Bassi. Due opere molto diverse che testimoniano la capacità di Sellerio di affiancare alla propria tradizione poliziesca una narrativa ambiziosa e di ampio respiro, capace di trasformare anche romanzi complessi e di notevole mole in eventi editoriali.