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Recensioni I Bastardi di Pizzofalcone

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    03/04/2018 14:43:44

    Maurizio de Giovanni è un autore eccellente e un giallista esperto. Nasconde indizi fra le parole, le azioni e i pensieri dei personaggi. Con pochi tratti riesce a portarti nella vita dei protagonisti tanto da farti sentire al loro fianco nelle vicissitudini quotidiane. Così assumono spessore le personalità degli agenti Romano e Di Nardo, risalta la sofferenza di Ottavia, spicca l'umanità di Pisanelli nella sua indagine privata. In alcuni paragrafi che si alternano alla narrazione delle indagini, l'autore immerge il lettore nel punto di vista di chi è coinvolto nell'omicidio, senza svelare nulla della sua identità. Riesce a creare suspense anche nell'ultima fase delle indagini, quando Lojacono ha capito tutto e ne parla con i colleghi del commissariato. Maurizio de Giovanni scrive con una fluidità tale da far scorrere la lettura. Le pagine scompaiono, ti ritrovi nella storia e ti fai incantare anche mentre divori le pagine. Tutta la storia è un crescendo di suspense ben dosato. Ad un certo punto, credi di aver capito chi ha ucciso la moglie del notaio ma non è così e alla fine ti sorprendi nello scoprire che ci eri vicino, gli indizi erano tutti lì. L'autore ha intessuto una trama che si dipana piano e quando scopri il vero colpevole, sorridi perché hai letto una storia all'apparenza scontata, nella sostanza interessante, piacevole e ben congeniata.

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    02/12/2017 16:12:58

    Dopo aver visto l'omonima serie televisiva, mi sono dedicata alla lettura di questo libro che è stato trasmesso come primo episodio. Ho notato che leggerlo è stato più entusiasmante, ho potuto cogliere tanti dettagli che lo scrittore ha inserito non a caso ma con una lucidità incredibile. La storia è molto coinvolgente, ed è solo l'inizio del potere narrativo di De Giovanni. Consiglio assolutamente l'acquisto.

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    30/11/2017 17:54:12

    Giallo non giallo.... ...una nuova serie...nuovi personaggi...protagonisti con storie difficili, personaggi di contorno interessanti...descrizione della città e degli ambienti quasi poetica....intreccio del giallo deboluccio, soluzioni finali troppo veloci....insomma se cercate un thriller/giallo lasciate perdere. Spesso la trama del giallo diventa un pretesto per fare letteratura "seria", ma dopo alcuni capitoli....con i Bastardi la cosa è evidente già dalla prima avventura. Non cercherò i prossimi capitoli, nonostante mi sia piaciuto.

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    25/11/2016 09:55:42

    De Giovanni, nella serie de "I bastardi di Pizzofalcone", riesce a creare dei personaggi che colpiscono direttamente al cuore il lettore: un gruppo disastrato di poliziotti, uniti in un commissariato che vogliono smantellare, riescono a far ricredere le alte sfere e l'opinione pubblica, sulla bontà del proprio operato. Ogni personaggio è poi preso nella propria attività lavorativa e nei casini della vita privata, venendo caratterizzato nei minimi particolari. Scrittura pulita e scorrevole, personaggi che restano, ognuno con il suo modo di parlare e agire, ottimi i dialoghi, trama magari non originalissima e con grandi sorprese ma stile ineccepibile. Leggendo mi son immaginato sempre le situazioni e le facce dei personaggi: ciò è proprio quello che un libro dovrebbe ispirare.

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    13/05/2016 10:41:11

    "...Lojacono sentì l'impulso di salire di nuovo nell'appartamento. Aveva appreso, col tempo, che seguire l'istinto non era altro che dare ascolto a una parte del pensiero che continuava a lavorare sotto il limite della coscienza ..". Non avevo mai letto M. De Giovanni prima che qualcuno mi prestasse questo libro accompagnandolo con un "leggilo ti piacerà". Personaggi particolari, ognuno col proprio segreto...ognuno con i propri errori che trovano nel lavoro la strada per il riscatto personale e la fuga dalla vita privata. Quando ho restituito il libro (perchè i libri si restituiscono sempre!) ho ringraziato di cuore questa persona che prontamente ha compreso che non ne avrei avuto mai abbastanza di De Giovanni ormai...

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    28/07/2014 09:44:00

    Autore interessante. Le trame sono appassionanti e non scontate. Leggerò i successivi

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    02/09/2013 06:56:19

    Ricordate il film di Robert Aldrich “Quella sporca dozzina”? Alla vigilia dello sbarco in Normandia dodici galeotti dell’esercito americano sono scelti e addestrati per compiere una pericolosa missione in territorio nemico. Se questa riuscirà, torneranno liberi. Non è improbabile che Maurizio de Giovanni avesse in mente questa pellicola quando ha scritto I bastardi di Pizzofalcone, il secondo libro con protagonista l’ispettore Lojacono. Certo qui non siamo in guerra, ma quasi, vista la delinquenza imperante. E poi non sono dodici i bastardi, ma sette, tutti poliziotti che, per un motivo o per l’altro, non sono graditi nei commissariati di Napoli e che perciò vengono inviati a presidiare quello di Pizzofalcone, decimato per una questione di una partita di droga sequestrata e poi rivenduta da alcuni agenti. Se riusciranno nell’impresa di essere efficienti, il Commissariato non verrà soppresso. Ecco queste sono le analogie fra il film e il libro, mentre il resto, ovviamente, è del tutto diverso. Si nota in particolare il tentativo di de Giovanni di dare vita a una serie di personaggi fissi che siano in grado di attirare l’attenzione del lettore per diversi episodi, così come ha già fatto per i romanzi con protagonista principale il commissario Ricciardi. Tuttavia, a mio parere, la necessità di narrare dell’epoca presente, fatta di magari inutile dinamicità, e di conquistare subito il pubblico, ha impedito di delineare le caratteristiche progressivamente, evidenziandole invece negli intermezzi che, in questo romanzo, sono francamente un po’ troppi, tolgono il ritmo e finiscono con l’affaticare. Del resto anche per la figura di Giuseppe Lojacono si insiste un po’ troppo sulle sue caratteristiche somatiche, che lo fanno assomigliare – e questo è ben poco probabile – a un cinese, così come il personaggio del procuratore Laura Piras, bellissima donna, è più definito per le caratteristiche estetiche che per la sua intima natura. De Giovanni, quindi, in un’epoca in cui ciò che conta è l’apparenza, si è adeguato, ma il risultato letterario ne risente. Se poi si considera il difetto, mutuato probabilmente dalla serie televisiva La nuova squadra, di narrare di due diverse indagini, togliendo continuità in tal modo a una blanda tensione iniziale, è facile comprendere come l’opera finisca col mancare, non solo di caratteristiche di originalità, ma del pathos che è proprio dei thriller. Del resto la fragilità della trama gialla è sempre stata una caratteristica dell’autore napoletano e qui, inoltre, per quanto concerne la soluzione dell’omicidio, presenta anche poca credibilità. Insomma, ci sarebbe il caso di dire che l’autore dei romanzi con Ricciardi e di quelli con Lojacono non sono la stessa persona: nel primo caso si segue anche un fine letterario, nel secondo invece l’obiettivo è puramente commerciale, con una sensazione di deja vu che, per un appassionato di gialli come me, stona non poco. Da leggere, comunque, anche se il successo di vendite non ne testimonia la qualità, bensì é il frutto della notorietà dell’autore ottenuta grazie alla riuscitissima serie con protagonista il commissario Ricciardi.

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    27/07/2013 12:41:28

    a prima vista non mi ispirava ma poi leggendolo mi è piaciuto. un bel libro. lo consiglio!

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